Prima le talee, poi la partita. Prima la vita che sboccia, poi la gioventù che scalcia, respingendo il “puzzo del compromesso morale” con il “profumo della libertà”.
Tra i tanti sacrosanti appuntamenti che celebrano Paolo Borsellino e i suoi angeli di scorta, massacrati nell’attentato del ‘92, quello concepito dal dinamico e proattivo Istituto Longhi di Viggiù resterà negli annali.
Iniziando dalla messa a dimora di quella pianta che la mamma del magistrato volle piantare nelle voragini scavate dalla bomba di via D’Amelio.
Tra i momenti più intensi, nella giornata architettata dalla preside Rossella Magistro e dal vice Filippo Tomasello, la testimonianza di chi, come il pasticcere Siciliano Santi, ha avuto il coraggio di rifiutare il pizzo e di denunciare subito il tentativo.
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