La paura, l’ansia di vedere la propria casa finire sott’acqua. Questi i sentimenti il giorno dopo l’esondazione del Lanza alla Folla di Malnate dove restano il fango e soprattutto una montagna di beni ormai da buttare, ancora una volta. Tutti al lavoro per ripulire quello che si può con la rabbia di chi vorrebbe una soluzione. Dito puntato sulla diga Gurone che salvaguarda chi c’è a valle, rischiando di fare allagare a monte e su alcuni lavori che oggi impediscono all’acqua di defluire.
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Malnate: La voce della Folla: “Non dormiamo la notte”
Una mattina di lavoro nel borgo malnatese: “L’acqua a un metro e mezzo, tutto da buttare”
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