Il termine tecnico e anglofono parla di “gender pay gap”, vale a dire la diversa retribuzione di uomini e donne a parità di inquadramento lavorativo.
Ad analizzarlo, FIOM Cgil Varese, che riporta i dati relativi a 61 imprese della provincia di Varese, più 3 grandi gruppi con sede sul territorio: Beko, Bticino e Leonardo.
Parliamo, spiegano i vertici del sindacato metalmeccanici, di circa 22 mila lavoratori e di un dato significativo che, purtroppo, segnala differenze ancora marcate tra la retribuzione dei lavoratori uomini e quella delle colleghe.
Più nello specifico, nel 2023 le operaie hanno guadagnato mediamente 24.000€ contro i 32 mila dei colleghi uomini. Per quanto riguarda le impiegate, parliamo di 33 mila€ contro i 43 mila degli impiegati.
A spiccare, i super minimi (6.100€ pagati agli uomini contro i 3.800€ destinati alle donne). Ma anche le ore di straordinario: circa 68 ore prestate dagli uomini contro le 23 prestate dalle donne.
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Varese: Impresa è donna? FIOM delusa: “Troppe differenze”
Fiom CGIL denuncia le differenze ancora oggi marcate tra la retribuzione degli uomini e quella delle colleghe
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