Oltre 100 miliardi di euro. È il valore del mercato degli Stati Uniti per l’export italiano tra flussi diretti e indiretti, secondo un’analisi realizzata dalla CNA su indicatori e dati Ocse, Banca Mondiale e Istat. La questione dazi impatta dunque su una fetta consistente del fatturato all’estero del Made in Italy e in termini relativi è il sistema delle piccole imprese a essere il più esposto sul mercato a stelle e strisce.
L’anno scorso l’export diretto verso gli Stati Uniti ha raggiunto 67 miliardi, ai quali va sommato il valore dell’export indiretto, che sfiora i 40 miliardi secondo l’analisi della CNA. Le voci principali sono i beni intermedi con prevalenza dei settori della meccanica, moda e agroalimentare. Soltanto l’automotive con riferimento alla componentistica vale circa 7 miliardi l’anno.
Il mercato americano rappresenta il 10,4% del totale dell’export italiano ma per le piccole imprese del manifatturiero (9 miliardi di euro) la quota sale al 14% e calcolando anche i flussi indiretti (un giro d’affari di circa 10 miliardi) sfiora il 18% complessivo.
Analizzando l’export diretto verso gli Stati Uniti, nel tessile la quota delle piccole imprese supera il 30% del totale di 485 milioni, nel legno e prodotti in legno quasi il 40% dell’export è realizzato da imprese fino a 49 dipendenti, quote superiori al 25% nella fabbricazione mobile e altre industrie manifatturiere.
“Le imprese italiane, e in particolare le piccole, sono le più esposte a un eventuale innalzamento dei dazi da parte degli Stati Uniti – sottolinea il Presidente CNA Lombardia Nord-Ovest, Pasquale Diodato– è necessaria l’unità dell’Europa per scongiurare una disputa commerciale che non avrebbe vincitori. Ma è anche necessario prevedere da subito strumenti e misure emergenziali con risorse comunitarie e nazionali per sostenere decine di migliaia di piccole imprese che non sono nelle condizioni di orientarsi su nuovi mercati. I nostri territori non sono esenti da ricadute negative dovute ai dazi americani se penso alle aziende dei distretti del Tessile di Como, della metalmeccanica di Lecco e del legno-arredo della Brianza e alle imprese manifatturiere di Varese. Anche i piccoli produttori di casa nostra e le aziende di subfornitura sono in difficoltà sulle esportazioni. Occorre sicuramente un intervento affinchè le piccole imprese possano superare nell’immediato l’empasse dettato dagli Usa”.
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Mattia Andriolo
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