A prima vista sembrava un refuso: anche a chi, come me, ha moderato i lavori di Fondazione Monsignor Comi, nella magnifica Villa Porta di Luino. “Volevano scrivere Riabilitare - ho pensato - ma poi sono saltate due lettere ed è venuto fuori riabitare”. E invece no.
Il senso era esattamente quello: riabitare. Intendere l’invecchiamento, il deperimento neuromotorio, la disabilità come un nuovo inizio. Una sorta di trasloco in un’altra vita, con tutto ciò che comporta questa “ri-abitazione” dell’esistenza.
Nel servizio, un riassunto di quanto emerso.
Rete55 ringrazia Marina Perozzi per le foto a corredo del servizio.
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Luino: Comi “ri-abita” l’esistenza di anziani e malati
Fondazione Monsignor Comi riflette sulle nuove traiettorie di fragiità e invecchiamento: vite da “ri-abitare”
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