La prospettiva del Terzo Polo dell’Università dell’Insubria, da tempo annunciato a Busto Arsizio - dove l’ateneo è presente da 26 anni, attualmente con 500 studenti su un totale di 12 mila - ha un enorme potenziale. Uno scenario win-win, ossia vincente sia per l’istituzione guidata dalla rettrice Maria Pierro sia per il Comune. A farlo intuire sono, innanzitutto, i numeri: con 84 mila abitanti, già di per sé Busto ha all’incirca la stessa popolazione di Como e qualche migliaio in più di Varese. Ma chi conosce il territorio sa che Busto è la città più popolosa di una conurbazione urbana senza soluzione di continuità che va da Gallarate a Legnano, passando per Cassano Magnago e Castellanza (senza contare il resto della Valle Olona): tutti centri attaccati, divisi sostanzialmente soltanto da un cartello, la cui popolazione sommata supera i 230 mila abitanti. Il che, se si pensa che, dopo Milano, la città più grande della Lombardia è Brescia con circa 200 mila persone, pone di fatto questa zona come il secondo bacino d’utenza nella nostra regione.
Se poi si pensa ad attrarre chi viene da fuori, Malpensa (all’origine chiamato aeroporto di Busto Arsizio perché costruito proprio dagli industriali bustocchi vicino alla città) e le due stazioni ferroviarie (a cui si somma in verità pure quella di Castellanza, che si trova in territorio bustese), oltre all’autostrada, renderebbero il Terzo Polo dell’Insubria facilmente raggiungibile dagli studenti del circondario così come dall’estero. Giovani che qui troverebbero prezzi degli affitti ben più convenienti che nella vicina metropoli milanese, portando ricchezza sul territorio, che non perderebbe neanche più i propri talenti, completando finalmente una filiera scolastica locale riconosciuta d’eccellenza.
Resta la questione degli spazi necessari per lo sviluppo dell’ateneo. Per ampliare la disponibilità ai Molini Marzoli, dove sono state inaugurate nuove aule, l’amministrazione comunale ha investito in totale circa un milione di euro, ritenendolo non a caso un investimento strategico. Dopodiché, Malpensafiere, dove già si sta sviluppando l’Its, potrebbe essere una soluzione a breve termine. Ma anche le attuali strutture dell’ospedale, per cui è in programma il trasferimento al confine con Gallarate, potrebbero in futuro rivelarsi preziose, come confermato dal sindaco.
Insomma, le potenzialità ci sono. Vedremo se ci sarà da parte di tutti la volontà.
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Busto: Terzo polo dell’Insubria, una prospettiva vincente
Bacino d’utenza, collegamenti, costi: Terzo polo dell’Insubria a Busto, idea vincente per ateneo e città
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Chiara Lucia Milani
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