(Adnkronos) - "Askatasuna non si tocca, la difenderemo con la lotta” e "Askatasuna vuol dire libertà". Sono gli slogan che hanno accompagnato nel pomeriggio di oggi, 20 dicembre, a Torino la partenza del corteo contro lo sgombero del centro sociale. “E’ il momento di mandare un segnale chiaro a questo governo militare che ha paura di noi”, hanno detto dal microfono. Numerose le bandiere della Palestina, del movimento No Tav ma anche di partiti politici e cartelli sui quali si legge 'ogni strada sarà Askatasuna’ e ‘le lotte non si arrestano’. Presente anche uno striscione preparato dalle famiglie e bambini del quartiere colorato con le impronte delle mani. Oltre 2000 le persone che al momento stanno sfilando. Presente un ingente schieramento di forze dell’ordine che hanno disposto anche controlli alle stazioni ferroviarie per monitorare eventuali arrivi da fuori città. Deviati anche i mezzi pubblici che abitualmente attraversano la zona. “Oggi non è la data di una fine, ma di un inizio che proseguirà con due date in particolare, l’assemblea cittadina del 17 gennaio e una manifestazione nazionale il 31 gennaio a Torino - ha sottolineato Stefano, uno dei portavoce del centro sociale - per noi lo sguardo non è solo Askatasuna ma va ben oltre perché come abbiamo già detto in questi giorni, l’attacco che è stato fatto non è un attacco a un centro sociale di quartiere, ma un attacco ai movimenti in generale, a quello per la Palestina, e pensiamo si debba ripartire da qui". "Sono stati giorni importanti nei quali abbiamo ricevuto solidarietà da tutta Italia e non solo che ci sta dando molta forza - ha aggiunto - oggi è un corteo necessario per far vedere cosa è stata ma soprattutto cosa sarà Askatasuna. Il quartiere Vanchiglia è inattraversabile per tutti, per i residenti, per chi ci lavora, c’e’ un dispiegamento di forze come se si fosse in guerra". Sullo sgombero del centro sociale è intervenuto il vicepremier Antonio Tajan. "Io penso che la legge debba essere sempre rispettata, quando si viola la legge lo Stato ha il dovere, non il diritto, di farla rispettare ed è quello che il ministro dell'Interno Piantedosi ha fatto. Se poi i violenti vogliono continuare a fare violenza - ha aggiunto Tajani - non possono pensare che lo Stato rimanga immobile e il Governo non può rimanere immobile, perché la violenza è contro i cittadini. Distruggere auto, menare poliziotti, carabinieri, finanzieri che fanno il loro dovere, tanti di questi sono figli di papà che se la prendono con i figli del popolo, come diceva Pasolini, non va bene. Il diritto di manifestare senz’altro, tutti sono liberi di farlo, l’importante è che non ci sia alcun messaggio violento, non basta non essere violenti. Certamente non ci facciamo intimidire perché la legge va sempre rispettata”.
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Askatasuna, a Torino corteo contro lo sgombero del centro del sociale: "Oggi non è data di fine ma di inizio"
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