(Adnkronos) - “Ammiriamo la sapienza del Natale. Nel bambino Gesù, Dio dà al mondo una vita nuova: la sua, per tutti. Non un’idea risolutiva per ogni problema, ma una storia d’amore che ci coinvolge”. Così papa Leone XIV nella sua prima messa della notte di Natale a San Pietro. “Davanti alle attese dei popoli Egli manda un infante, perché sia parola di speranza; davanti al dolore dei miseri - scandisce - Egli manda un inerme, perché sia forza per rialzarsi; davanti alla violenza e alla sopraffazione Egli accende una luce gentile che illumina di salvezza tutti i figli di questo mondo. Come notava Sant’Agostino, ‘la superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l’umiltà divina’”. “Sì, mentre un’economia distorta induce a trattare gli uomini come merce, Dio si fa simile a noi, rivelando l’infinita dignità di ogni persona. Mentre l’uomo vuole diventare Dio per dominare sul prossimo, Dio vuole diventare uomo per liberarci da ogni schiavitù. Ci basterà questo amore, per cambiare la nostra storia?”, domanda il Papa interpellando le coscienze. “La risposta viene appena ci destiamo, come i pastori, da una notte mortale alla luce della vita nascente, contemplando il bambino Gesù. Sopra la stalla di Betlemme, dove Maria e Giuseppe, pieni di stupore, vegliano il Neonato, il cielo stellato diventa ‘una moltitudine dell’esercito celeste’. Sono schiere disarmate e disarmanti, - osserva Prevost - perché cantano la gloria di Dio, della quale la pace è manifestazione in terra: nel cuore di Cristo, infatti, palpita il legame che unisce nell’amore il cielo e la terra, il Creatore e le creature”. Papa Prevost ricorda poi le parole pronunciate dal predecessore lo scorso anno nella notte di Natale: “Esattamente un anno fa, papa Francesco affermava che il Natale di Gesù ravviva in noi ‘il dono e l’impegno di portare speranza là dove è stata perduta’, perché ‘con Lui fiorisce la gioia, con Lui la vita cambia, con Lui la speranza non delude’. Con queste parole iniziava l’Anno Santo. Ora che il Giubileo si avvia al suo compimento, il Natale è per noi tempo di gratitudine e di missione. Gratitudine per il dono ricevuto, missione per testimoniarlo al mondo”. Prima della celebrazione il Pontefice a sorpresa si è affacciato sul sagrato della Basilica ringraziando i 5 mila fedeli arrivati nonostante la pioggia. ”Ammiro, rispetto e ringrazio il vostro coraggio e il vostro voler essere qui questa sera”, ha detto il Papa a braccio prima. “La basilica di San Pietro – ha proseguito in inglese – è molto larga ma purtroppo non abbastanza per ricevervi tutti. Tante grazie per venire qui questa sera – ha aggiunto in italiano – anche in questo clima. Vogliamo celebrare insieme la festa di Natale, Gesù Cristo che è nato per noi ci porta la pace, ci porta l’amore di Dio”.
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Papa Leone alla messa di Natale: "No a economia distorta che tratta uomini come merce, basta violenza e sopraffazione"
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