(Adnkronos) -
Nuovo sciopero dei mezzi pubblici a Milano. Domani, giovedì 15 gennaio, il sindato AL Cobas "ha proclamato uno sciopero che potrebbe avere conseguenze sul servizio delle nostre linee", si legge in una nota sul sito ufficiale di Atm, "il servizio potrebbe non essere garantito dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio". Lo sciopero interesserà quindi due fasce orarie: dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio, quando la circolazione di autobus, tram e metropolitane potrebbe non essere garantite. Nel resto degli orari della giornata sarà invece possibile quindi prendere i mezzi pubblici senza sorprese. A spiegare le motivazioni dello sciopero è stato lo stesso sindacato, nella nota pubblicata da Atm: "Lo sciopero è stato proclamato contro la liberalizzazione, privatizzazione, finanziarizzazione e gare d’appalto dei servizi attualmente gestiti dal Gruppo ATM e per la “reinternalizzazione” dei servizi di TPL ceduti in appalto e/o subappalto, anche complementari, di Milano e hinterland; contro il progetto “Milano Next”, per la trasformazione di ATM SpA in Azienda Speciale del Comune di Milano e il conseguente affidamento diretto in house dei servizi gestiti dal Gruppo ATM e dei servizi di TPL dell’intera Città Metropolitana Milanese, nonché per la loro gratuità; riattivazione del distanziamento tra conducenti di superficie e utenti a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e inibizione della porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri; precarietà della pulizia, igienizzazione e sanificazione delle vetture e degli ambienti ATM". Il comunicato continua: "Immobilità della dirigenza ATM a tutela della sicurezza dei lavoratori più esposti ad atti aggressivi, anche con sistemi di protezione passivi; fruizione ferie per il personale viaggiante, con conseguente eccessivi residuo di ferie, carenza strutturale di personale, piani aziendali d’assunzione ed eccessivo utilizzo del lavoro straordinario per la programmazione ordinaria del servizio; trasformazione immediata di tutti i contratti part-time in full-time ai conducenti che ne fanno richiesta; 150 euro netti d’aumento salariale in egual misura a tutti i lavoratori fino al parametro 193, slegati dalla produttività, a risarcimento dei mancati rinnovi contrattuali, degli irrisori aumenti salariali e una tantum, nonché la soppressione dei premi ad personam". "Adeguamento alle sentenze (da ultimo Suprema Corte 13425/2019) e alla direttiva CE 2003/88, per il pagamento legale delle giornate di ferie godute e/o risarcite e conseguente pagamento del pregresso; comportamenti lesivi, discriminatori, intimidatori da parte di alcuni dirigenti di deposito (c.d. ispettori e vice) nei confronti di lavoratori fruitori del diritto a permessi parentali anche per l’assistenza a familiari disabili, personale di guida “anziano”, cambi turno, concessioni “privilegiate” ad alcuni lavoratori, mancato rispetto delle condizioni oggettive dei conducenti “anziani” anche nell’attribuzione dei turni in “disponibile”; individuazione di forme di “risarcimento” per i periodi persi dei turni in “plurimansione”; fornitura della massa vestiario precaria, inadeguata, di scarsa qualità, quantità e reintroduzione di capi come maglione invernale a collo alto, polo estiva a mezza manica, gilet (in cotone)”, conclude la nota.
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Sciopero Atm, 15 gennaio si fermano i mezzi pubblici a Milano: orari e fasce garantite
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Redazione Rete55
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