Un the caldo, coperte, sacchi a pelo ma soprattutto ascolto. È il lavoro silenzioso dei volontari della CRI di Gallarate nell’ambito del progetto “Sperare in Strada” che intercetta le persone senza fissa dimora nei luoghi più nascosti della città e porta loro cibo e calore umano. A Rete55 la possibilità e l'onore di raccontare in più volte il grande impegno dei volontari e della loro umanità. “A volte sono tre o quattro persone, in altri periodi arriviamo anche a nove o dieci”, racconta Sorella Vittorina Arconti, referente del progetto e crocerossina in servizio da 57 anni. I volontari operano due sere a settimana, il lunedì e il venerdì (prima anche il martedì ma mancano volontari operativi): sosta in stazione, poi il giro nelle aree più critiche, dal sottopasso del Ponte della Mornera ad altre zone della città.
“Portiamo anche biscotti, brioche alimenti per fare la colazione al mattino, distribuiamo tè caldo nelle borracce così hanno qualcosa di caldo che dura tutta la sera o quasi”. Un aiuto concreto che diventa soprattutto occasione di relazione.
“Quando arriviamo sono contenti, non abbiamo timore, rispettano la nostra divisa e l’aiuto che diamo loro”, racconta Mariagrazia Rimoldi, volontaria della Croce Rossa Italiana – Comitato di Gallarate. “Ascoltiamo i loro problemi: dalla difficoltà di reperire cibo alle problematiche per trovare casa"
Alla fine dell’ultima uscita, meno incontri del solito ma un volto nuovo, “Un uomo ci ha raccontato la sua storia, prosegue Rimoldi, “ha grossi problemi ma si prende cura della madre anziana. Sono storie che colpiscono e danno senso al nostro impegno”.
Un impegno che rientra in una visione più ampia, come spiega Lorenzo Canziani, presidente del comitato gallaratese della Croce Rossa, “L’inclusione sociale è uno degli obiettivi strategici della nostra azione anche a livello nazionale. Stiamo investendo risorse e formazione perché sia un’inclusione attiva, per questo, regolarmente usciamo per dare supporto alle persone in difficoltà”.






