La Fondazione Scuole Materne resta “un servizio di qualità e apprezzato”, ma il contesto è cambiato. Così il sindaco Andrea Cassani risponde alle critiche dell’opposizione, in particolare della consigliera Margherita Silvestrini, sull’aumento delle rette.
Cassani ricorda che la Fondazione è stata “uno strumento importante per consentire a tanti gallaratesi di mandare i figli alla scuola materna” quando i posti comunali non bastavano. Oggi però il calo delle nascite e la presenza di aule vuote negli asili statali rendono difficile continuare a finanziare allo stesso modo un servizio alternativo.
Da qui la scelta di non azzerare il contributo, ma di ridurlo gradualmente: da 680 mila euro a 600 mila nel 2026 e 500 mila nel 2027. Una decisione legata ai costi: “ogni bambino iscritto alla Fondazione, oltre alle rette dei genitori, costa quasi 2.500 euro ai contribuenti gallaratesi”. A questo si aggiungono immobili comunali, manutenzioni e utenze.
Il sindaco sottolinea che “da ormai troppi anni ciascun cittadino di Gallarate spende circa 20 euro all’anno per la Fondazione, pur non fruendo del servizio”, mentre gli iscritti calano e i costi di gestione restano invariati.
Per fare chiarezza, Cassani annuncia la disponibilità a un cda allargato e a un’assemblea aperta ai genitori, per mostrare “con la massima trasparenza costi del personale, premi, strutture e rapporti maestre-alunni”, ribadendo che la Fondazione “non sta lucrando sui figli, anzi”.
Infine rivendica una linea seguita da anni: “agiamo tenendo conto esclusivamente dell’interesse pubblico”, la stessa che ha portato alla riduzione dei contributi anche ad altre realtà cittadine. Il servizio, conclude, resterà, ma “con una compartecipazione più adeguata rispetto all’offerta”.






