Una riflessione sul pre-giudizio che passa attraverso l’arte e la forza delle narrazioni. Sabato 24 gennaio 2026, alle 17, la Fondazione FGS inaugura la mostra “Favole di La Fontaine” di Patrizia Comand, primo appuntamento della terza edizione del progetto culturale (dis)UMANIZZAZIONE, che per il 2026 concentra la propria ricerca sul tema del pre-giudizio.
In esposizione un corpus di opere che rilegge l’immaginario delle celebri favole di Jean de La Fontaine, trasformandolo in un vero e proprio teatro visivo. Animali e figure allegoriche diventano specchi dell’umano, portatori di ruoli, difetti e virtù che ancora oggi orientano percezioni e giudizi. Un linguaggio pittorico che, dietro la maschera del racconto, mette in scena i meccanismi con cui la società costruisce categorie e aspettative.
«Il pre-giudizio non è solo uno stereotipo evidente, ma una struttura mentale fatta di storie già pronte», è il filo conduttore del progetto (dis)UMANIZZAZIONE, che indaga come le narrazioni condivise influenzino il modo di guardare gli altri e il mondo.
Nella lettura critica di Chiara Gatti, le opere di Comand diventano «ritratti universali», capaci di attraversare il tempo e di restituire, con forza simbolica, il permanere di modelli e giudizi che continuano a condizionare la contemporaneità.
All’inaugurazione saranno presenti l’artista e la critica d’arte per un dialogo con il pubblico. «Le favole giudicano, assegnano ruoli, costruiscono morali – spiega Comand – ed è proprio in questo meccanismo che si annida il pre-giudizio, spesso prima ancora dell’esperienza diretta».
La mostra sarà visitabile fino al 22 febbraio 2026 negli spazi della Fondazione FGS di Cassano Magnago, confermandosi come un invito a interrogare storie antiche per comprendere i giudizi di oggi.






