La pioggia non ha spento il sorriso sornione della vecchina. All’oratorio di Arnate la Giobia ha sfidato il maltempo dello scorso fine settimana e resta al suo posto, pronta a compiere il rito che ogni anno accende l’attesa e la curiosità di grandi e piccoli e attrae migliaia di persone. I volontari della parrocchia lo confermano: tutto è sotto controllo e, in caso di necessità, sono pronti a intervenire per garantire ancora una volta una serata magica.
Bancale dopo bancale, stoffa dopo stoffa, la Giobia ha preso forma nei giorni scorsi. Il grosso del lavoro è fatto, restano solo gli ultimi dettagli. La vecchina è lì che attende, consapevole del suo compito: portare in cielo i desideri della comunità e bruciare le paure, soprattutto quelle dei più piccoli. Perché, come vuole la tradizione, dall’esito del falò si leggeranno i presagi per il futuro della città.
La grande festa, firmata dalla Pro Loco, è ormai alle porte. L’appuntamento è per giovedì 29 gennaio, quando il fuoco tornerà protagonista e il rito collettivo si rinnoverà, tra sguardi al cielo e commenti sussurrati.
Accanto al falò non mancherà un altro momento atteso: il risotto con la luganega, cucinato nella celebre pentola da Guinness dei primati, simbolo di una Giobia che ad Arnate unisce sacro e profano, tradizione e gusto, comunità e memoria. La festa inizia alle 19.15. In caso di maltempo verrà rinviata a sabato 31 gennaio.






