Rispetto e trasparenza. È questo il punto fermo da cui ripartono i genitori dei bambini iscritti alla Fondazione Scuole Materne Gallarate, dopo giorni di tensione e di confronto pubblico sul futuro degli asili cittadini. Le famiglie chiedono di “riportare il dibattito su un piano corretto, lontano da strumentalizzazioni politiche", ribadendo che il nodo centrale non è ideologico ma concreto: il rispetto dei diritti contrattuali e del regolamento sottoscritto al momento dell’iscrizione", si legge in una nota diffusa dal comitato genitori con data 1° febbraio.
Dalle comunicazioni arrivate a giochi fatti, dopo gli Open day, su aumenti e sospensioni delle sezioni Primavera, fino al cambio di prospettiva sulla tenuta del sistema: i conti in ordine nel 2024, un ritorno agli utili nel 2025, fino ad un modello dichiarato fragile appena un anno dopo.
“Da qui la richiesta di chiarezza: cosa è cambiato in pochi mesi? E perché le iscrizioni sono state comunque aperte? Dal 2020 a oggi, inoltre, il numero degli iscritti è rimasto stabile intorno ai 340 bambini, un dato che rende ancora più urgente un confronto trasparente nell’interesse delle famiglie e della Fondazione stessa”.
Di conseguenza "alcuni genitori stanno valutando di ritirare i propri figli, altri non riusciranno a sostenere gli aumenti e saranno costretti a rivolgersi ad altri servizi, con conseguenze importanti su orari e organizzazione familiare” si legge nella nota diffusa dal comitato genitori.
In primo piano anche il grido di allarme dei lavoratori, tra insegnanti e personale amministrativo, presenti alla mobilitazione di venerdì sera insieme ai genitori e supportati dai sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione: denunciata l’assenza di confronto e il timore di ricadute occupazionali.
Dal Comune, il sindaco Andrea Cassani parla di un servizio troppo costoso per le tasche del Comune, da ripartire invece sugli utenti, e quindi sulle famiglie che ne usufruiscono.
Nel frattempo si è dimesso il coordinatore della Lista Cassani, Antonio Antenore, ex presidente della Fondazione e le opposizioni lanciano l'allarme e chiedono un Consiglio comunale urgente. Il confronto con le famiglie è rinviato a martedì 3 febbraio in sala consiliare.






