Varese: Centrodestra, vizi e virtù degli Stati Generali

L’assenza di un candidato pesa sempre più. Gli Stati Generali mostrano forze e fragilità del centrodestra

Serve la giusta distanza per capire la portata di una giornata politica vissuta da chi, come il centrodestra, si propone di riconquistare Varese dopo i due mandati Galimberti. In proposito, Attilio Fontana non le ha mandate a dire: “Se perdiamo, cambio residenza”, ha sentenziato il governatore, che ha anche criticato la coalizione per non aver ancora scelto il candidato sindaco.
E in effetti, da mesi, di nomi ne circolano diversi, forse anche troppi. Si prende tempo, si calcolano pesi e contrappesi, per capire di quale forza sarà il portabandiera. Segno che nome e volto non sono ancora condivisi e che i “papabili” snocciolati finora, per un motivo o per l’altro, non convincono tutti coloro cui spetta uno spicchio della decisione.
Perciò l’evento del Santuccio ha racchiuso nella stessa istantanea vizi e virtù degli Stati Generali: le proposte, i temi cardine, la voglia di imprimere una svolta, la passione di fare politica, non mancano. Ma l’assenza di un candidato pesa parecchio.
Un po’ come accadeva a quell’ensemble di bravi musicisti che, per suonare, aspettava il direttore d’orchestra.

Disponibile su Google Play
Disponibile su Google Play