Riceviamo e pubblichiamo
Synesis Centro Culturale propone l’incontro Fede e Guerra, venerdì 6 marzo presso la Sala Tramogge dei Molini Marzoli (in foto) di Busto Arsizio, alle ore 21.00
L’iniziativa prende le mosse dall’omonima mostra fotografica attualmente aperta a Milano presso la prestigiosa Fondazione Ambrosianeum e offre l’opportunità di incontrare due fotoreporter, Carlo Cozzoli e Davide Canella, membri del collettivo fotografico Memora cui si devono l’allestimento della mostra e le fotografie in essa esposte.
La mostra Fede e Guerra esplora e documenta, attraverso immagini particolarmente incisive ed esteticamente elaborate, cinque aree oggi funestate da sanguinosi conflitti: Libano, Siria, Myanmar, Armenia, Nigeria.
In tutti i casi la fede religiosa si intreccia con la violenza, ma in modo tutt’altro che uniforme. Se da un lato la religione è troppo spesso strumentalizzata, distorta e piegata a giustificare conflitti, discriminazioni e massacri, dall’altro, nelle situazioni di crisi umanitaria, dove la vita umana è sempre a rischio, la fede trova spazio e regala speranza.
Le fotografie restituiscono una realtà multiforme, uno sguardo aperto. Si passa dall’eroismo silenzioso dei contadini nigeriani che vanno a messa ogni giorno all’alba, consapevoli che potrebbero non tornare, ai ragazzi buddisti e cristiani del Myanmar, che combattono nella giungla contro la dittatura che bombarda scuole e chiese.
La compresenza di fede e guerra è inquietante, disturbante, non consente il rifugio in formule risolutive universalmente valide. È ferita sempre aperta, interrogativo che esige indagine indefessa, anche nel caso fortunato di chi non sia personalmente chiamato a scelte drammatiche.
La mostra Fede e guerra, tuttavia, documenta anche, in modo inequivocabile, l’universalità e la persistenza della dimensione religiosa, che accompagna la vicenda umana anche nei frangenti nei quali di ciò che chiamiamo umano l’uomo sembra avere perduto quasi tutto.
Davide Canella e Carlo Cozzoli ci parleranno del loro lavoro, dei loro intenti e della loro esperienza, con particolare riferimento alla Siria e alla Nigeria, presentando anche in proiezione una scelta di immagini.






