Varese: "Serve hotel 5 Stelle". De Molli riapre il “caso”

Il leader TEHA: “Senza turismo di lusso non c’è rilancio”. Di fronte a lui, Camera di Commercio e Comune

Volete una città turistica? E come pensate di ottenerla senza neanche un hotel a 5 stelle?
Valerio De Molli non concede sconti, né giri di parole. Nel dibattito organizzato da “Varese sei Tu” e condiviso con il ministro Giorgetti, il leader della European House ha messo più di un dito nelle piaghe della provincia in generale e del capoluogo in particolare.
Ha insistito sui difficili collegamenti con Milano, sul numero record di giovani neet, che non studiano né lavorano, sulla carenza di start-up e, appunto, su una attrattività che stenta a decollare.
Secondo l’esponente di Governo una delle cause sta nel solipsismo di tanta varesinità, restia fare rete e giocare in squadra.
Passaggio che De Molli condivide, ma che traduce in termini pratici guardando al workshop di Cernobbio: “Sono anni che mi sento chiedere perché non lo si faccia a Varese e sono anni che rispondo quanto la carenza di una ricettività di lusso precluda un’ampia fetta di rilancio”.
Di fronte a lui, il presidente della Camera di Commercio Mauro Vitiello e il sindaco Davide Galimberti. E il pensiero va subito al colle di Biumo, al progetto camerale per un albergo 5 stelle a Villa Ponti e allo scetticismo di Palazzo Estense. Quello schema e quelle affermazioni riaprono ferita e dibattito. E ci costringono a guardare il turismo più esclusivo come un volano cui Varese non può più permettersi di rinunciare.

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