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Uno scontro violento e prolungato tra scimpanzé che i ricercatori paragonano a una guerra civile umana. Il fenomeno è stato osservato in Uganda, più precisamente nel Parco Nazionale di Kibale, dove per anni due gruppi di scimpanzé di Ngogo erano soliti vivere e interagire tra loro come un’unica comunità. Fino a quando, nel 2015 una frattura interna ha portato alla divisione di due sottogruppi distinti, occidentali e centrali, dando origine a un conflitto sanguinoso. John Mitani e Aaron Sandel, professori di antropologia che hanno seguito lo scoppio del conflitto, lo hanno definito come un vero e proprio "caos”. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista 'Science', gli scimpanzé hanno cominciato a manifestare un atteggiamento ostile, tra inseguimenti e lotte sanguinose. Lo scenario descritto rimanda al film ‘L’alba del pianeta delle scimmie’: nel giro di pochi anni la convivenza è degenerata in un conflitto aperto. Il bilancio è drammatico: almeno 28 scimpanzé, tra cui 19 cuccioli. Dopo la separazione, la situazione è diventata insostenibile. I veri responsabili degli attacchi sono gli scimpanzé occidentali, la loro popolazione è aumentata da 76 a 108 esemplari, mentre quella degli scimpanzé centrali ha subito un declino costante. I ricercatori hanno documentato episodi estremi, tra cui cuccioli strappati alle madri e uccisi, segnando uno dei casi più violenti mai osservati in natura. I ricercatori inoltre hanno cercato delle risposte sul motivo che ha portato alla scissione del gruppo. Mitani e Sandel hanno ritenuto che un fattore importante potrebbe essere stato la dimensione eccessiva del gruppo. Mentre la maggior parte dei gruppi di scimpanzé è composta da 50 individui, Ngogo ne contava circa 200. Questo potrebbe aver messo a dura prova la capacità di mantenere legami sociali, aumentando la competizione di risorse fondamentali come il cibo e partner riproduttivi. Gli studiosi, inoltre, hanno sottolineato come questo caso possa offrire spunti di riflessione per comprendere le dinamiche dei conflitti umani: "Credo che analizzando questo studio sugli scimpanzé, si possano mettere a nudo molti aspetti della guerra umana, e si possa comprendere come le identità di gruppo possano mutare e come possa emergere un'aggressione letale", ha affermato Sandel. Al contrario degli umani, tuttavia, gli scimpanzé "non hanno etnia, religione e ideologia politica, tutti quei tratti culturali che spesso identifichiamo come una delle principali cause di conflitti tra gli esseri umani, soprattutto conflitti interni come le guerre civili."
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Scimpanzé in guerra, cuccioli strappati alle madri: il caso in Uganda
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Redazione Rete55
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