Varese: Premio Merlo a tre giovani indagatori del disagio

Il disagio giovanile spiegato dai ragazzi, in termini creativi e culturali. Ecco i vincitori del Premio Merlo

Un disegno, un tema, un contributo video.
Anche stavolta il premio Mario Merlo, finanziato dalla famiglia Merlo e promosso da Questura di Varese e Associazione Nazionale della Polizia di Stato, ha erogato tre borse di studio a favore di altrettanti ragazzi, figli di operatori delle forze dell’ordine.
In cabina regia, il capo di gabinetto del Questore, Francesco Pino, i vertici di ANPS e il direttore di Rete55 Matteo Inzaghi, il quale ha elaborato le tracce e guidato la giuria, premiando i tre lavori che hanno saputo meglio riassumere lo spirito dell’edizione 2026.
Al centro della sfida, quest’anno, il contrasto al disagio giovanile nelle sue varie declinazioni e con un filo comune. Agli studenti non si è chiesto unicamente di definire le forme di disagio, ma anche di suggerire interventi e soluzioni.
Bellissimo il disegno di Giorgia De Micco, che ha sintetizzato il concetto raffigurando una persona che raccoglie in un simbolico vaso valori imprescindibili, così che non vengano contaminati dal disagio.
Efficace il tema di Gabriele Cesare Fontanelli che ha brillantemente confrontato mode e insicurezze della nostra generazione con trappole e riferimenti dei giovani di oggi.
Simile a un reportage da novello giornalista, il video di Alfredo Mozzanica, che ha immortalato le varie forme di disagio e le auspicabili risposte utilizzando opportunamente grafiche e paratesti.
Nel servizio, la premiazione dei vincitori.

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