Varese: Giorgetti e Valerii, tra realtà e disincanto

Al Sogno che VA di Rasizza il ministro dell’Economia e il direttore del Censis. E un ritratto impietoso

Una serata di grande interesse, ma anche di forte preoccupazione.
Quello organizzato da Rosario Rasizza per il Sogno che VA, nell'elegante cornice del ristorante Annetta, è stato un incontro dalle poche luci e dalle molte ombre, complici le foto della realtà socioeconomica italiana così come scattate da due pesi massimi: il direttore Censis Massimiliano Valerii e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Al primo, intervistato dal padrone di casa Rasizza, il compito di sintetizzare il Rapporto del celeberrimo Centro Studi, soffermandosi sugli effetti dell'inverno demografico e di un graduale sgretolamento degli obiettivi di vita. Vulnus, quest'ultimo, che distingue e penalizza le nuove generazioni.
Al Ministro, in dialogo con Matteo Inzaghi, il compito di indicare le traiettorie di una reazione collettiva che faccia leva su visione, lavoro e pragmatismo.
Giorgetti dipinge un quadro carico di disincanto: "C'è una parte di Mondo, leggi gli USA, che non accetta il proprio inesorabile declino. E c'è un'altra parte, l'Italia, che insiste nell'avvitarsi entro logiche stantie: com'è possibile, ragionevolmente, protestare a ogni zero virgola di modifica pensionistica quando è chiaro a tutti che questo sistema previdenziale non potrà reggere ancora a lungo?". La classe politica è vista con sospetto e la Pubblica Amministrazione non attrae i migliori. Anzi, non attrae affatto: "Molti dei posti che il mio ministero mette a disposizione restano vuoti. Ciò significa che i giovani non sono interessati a diventare parte di quella buona burocrazia che contribuisce al sostegno del Sistema e dei servizi".
Ma c'è un rimedio? Sì, sentenzia l'esponente di Governo: "Si chiama fiducia". Occorre lavorare insieme, ricreare la rete, prima di tutto territoriale, che è andata perdendosi, e ritrovare nella politica (vissuta, svolta e seguita) quell'atto di fede capace di convincere la gente a investire nei BTP e i giovani a costruirsi un futuro qui, anziché andando all'estero.
"Ma serve - chiosa - che tutte le istituzioni contribuiscano alla iniezione di fiducia. Un esempio virtuoso? L'Università dell'Insubria, che con l'attivazione di nuovi corsi di laurea dimostra di volersi tenere al passo coi tempi ".

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