(Adnkronos) - “L’economia circolare non è più soltanto una questione ambientale, ma un fattore strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per la competitività industriale europea”. Ha dichiarato Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, intervenuto alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare 2026 a Roma presso la Biblioteca nazionale centrale; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea. Ronchi ha evidenziato come il contesto globale sia profondamente cambiato: “Guerre, dazi e restrizioni commerciali stanno aumentando le difficoltà di accesso alle materie prime critiche. L’Ocse ha rilevato che tra il 2009 e il 2024 le restrizioni alle esportazioni di materie prime sono aumentate di cinque volte, tra dazi, limiti quantitativi e divieti di esportazione”. Secondo Ronchi, oltre alla dipendenza energetica da petrolio e gas, “oggi abbiamo un problema crescente di sicurezza degli approvvigionamenti di materiali strategici: l’Europa ne classifica 34 come critici e 17 come essenziali per lo sviluppo industriale”. Per il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, aumentare la circolarità significa ridurre questa vulnerabilità: “La maggiore circolarità ha oggi una funzione geopolitica oltre che ambientale. Serve a diminuire la dipendenza da alcune aree del mondo e a rafforzare la resilienza economica e industriale europea”. Ronchi ha ricordato anche il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti, che ha recentemente stimato il fabbisogno di investimenti necessari per accelerare la transizione circolare. Nel suo intervento Ronchi ha illustrato le dieci proposte elaborate dal Circular Economy Network in vista del futuro regolamento europeo: “Occorre rafforzare il mercato delle materie prime riciclate, perché non basta riciclare se poi i materiali recuperati non sostituiscono davvero quelli vergini”. Tra le priorità indicate anche il miglioramento della raccolta dei Raee: “Le apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano una vera miniera di materiali strategici, ma oggi in Italia raccogliamo meno del 30%, lontanissimi dal target europeo del 65%”. Ronchi ha inoltre sottolineato la necessità di favorire fiscalmente le attività circolari, dal riciclo alla riparazione fino allo sharing: “Le attività che aumentano la competitività sostenibile devono essere incentivate anche dal punto di vista fiscale”. Infine, ha richiamato il ruolo centrale dei territori: “La transizione circolare coinvolge l’intera economia e deve vedere protagoniste anche le amministrazioni locali e le regioni”.
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Sostenibilità, Ronchi (Fond. sviluppo sostenibile): "Economia circolare strategica per sicurezza e competitività"
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