(Adnkronos) - Sul giallo di Pietracatella è stato ascoltato oggi in Questura, per la seconda volta e su richiesta del legale di uno dei medici del Pronto Soccorso del Cardarelli, l'infermiere che avrebbe fornito agli inquirenti un tassello fondamentale per misurare la gravità di quelle ore. Chiamato per dare una mano alla famiglia, dopo che Antonella Di Ielsi, 55 anni, e la figlia Sara di appena 15, erano state dimesse dall'ospedale, l'uomo avrebbe descritto una scena drammatica. La ragazzina sembrava essere in uno stato di puro delirio, incapace di connettersi con la realtà. La madre, dal canto suo, appariva in condizioni talmente critiche da aver quasi perso l'uso della parola. L'infermiere sarebbe comunque stato categorico: le sacche per le flebo erano perfettamente sigillate e l'intera procedura è avvenuta sotto gli occhi di testimoni. Nessun errore medico, nessuna anomalia in quel soccorso estremo. Il veleno stava già lavorando, silenzioso e devastante, all'interno dei corpi delle due vittime.
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Giallo di Pietracatella, l’infermiere conferma: le sacche delle flebo erano sigillate
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