Busto: Croci, lezioni dal carcere: "Girone da capire"

L’esponente della Polizia Penitenziaria spiega a Lampi Blu una vita fatta di regole, rischi e pregiudizi

Le numerose domande rivolte al relatore la dicono lunga sull'interesse verso un tema drammatico quanto necessario.
A Lampi Blu il merito di aver dedicato una serata alla detenzione, realtà complessa di cui tanti parlano, ma che in pochissimi possono dire di conoscere davvero.
Tra questi ultimi spicca sicuramente Alessandro Croci, primo dirigente della Polizia Penitenziaria e già comandante degli agenti impegnati ai Miogni.
Intervistato da Martina Minari, introdotto da Paolo Macchi e salutato da Francesca Fiorella per Prefettura e Lions e dall'assessore lonatese Mario Volonté, l'ospite si è soffermato sulle tre facce della medaglia.
La prima è quella dei suoi colleghi: Corpo dello Stato che non si limita ai delicati compiti nelle carceri, ma anche a indagini e servizi sul campo.
La seconda è quella dei detenuti, alcuni dei quali riflettono l'auspicato spirito rieducativo e che per questo è giusto vengano incoraggiati.
Altri, al contrario, confermano la propria indole criminosa, semplicemente perché la delinquenza esiste e, in certi casi, non conosce redenzione.
La terza faccia della medaglia riguarda chi sta fuori, cioè noi, ancora legati al moto inconscio che ci porta a negare l'evidenza, fingere che le prigioni non esistano.
Chissà quando capiremo, come comunità, che un sistema carcerario sostenibile e funzionante giova a tutti. A chi lo vive, a chi lo sorveglia.
E a chi, indirettamente, per dirla con un bel film, respira l' "ariaferma" della sua quotidianità.

Disponibile su Google Play
Disponibile su Google Play