Giugno è il mese delle scelte e della programmazione per il futuro e il discorso vale anche in casa Varese, proiettato verso l’ennesima stagione nel purgatorio dei dilettanti. Ad oggi, attorno alle Bustecche, l’unica certezza è quella dell’uomo mercato: Alessio Battaglino guiderà nuovamente i movimenti in casa biancorossa, forte del rinnovo messo nero su bianco qualche mese fa. A lui, dovrebbe affiancarsi Andrea Ciceri per cui si attende la conferma dopo aver condotto il Varese alla finale playoff persa con il Ligorna.
Continuare con la coppia Ciceri-Battaglino rappresenterebbe un segnale di rottura con il passato e il primo vero simbolo di continuità che porterebbe i biancorossi a non vivere più un ennesimo anno zero. Con tutte le problematiche e fragilità del caso, Andrea Ciceri è riuscito a dare morale e solidità ad un gruppo capace di rialzarsi pure di fronte a battute d’arresto importanti che avrebbero fatto naufragare molte barche, come la sconfitta di Romentino a cui è seguita la vittoria sul Vado, probabilmente l’apice del 2025/26 biancorosso.
È vero che un club di tale magnitudine non dovrebbe accontentarsi di raggiungere i playoff, ma la storia recente richiede un’analisi diversa. Il Varese è impantanato nei dilettanti da undici anni, ha giocato solo tre finali playoff durante questo lasso di tempo e ha addirittura collezionato una retrocessione sul campo in Eccellenza. Questi sono numeri che pesano e definiscono una cultura sportiva fatta oggi più di ricostruzioni che di traguardi. Da qui la necessità di stabilità e progettualità, evitando continui reset che raramente hanno portato ad exploit eclatanti.
La programmazione si intreccia anche con il tema del nuovo stadio, indicato da più parti come chiave per il ritorno nei professionisti. Nello specifico, tiene banco il progetto Aurora, il quale dovrebbe sorgere dalle ceneri del vetusto Ossola. Un intervento da circa 45 milioni di euro, cifra monstre per quello che è oggi il Varese Football Club e che punterebbe in linea puramente teorica a sfruttare l’attrattività di nuove aree commerciali, le quali sorgerebbero dentro la struttura – quindi senza creare nuove volumetrie gravose – per rientrare da tale investimento. È impensabile, tuttavia, che lo stadio diventi pedina di scambio per uscire dai dilettanti, soprattutto se solo la scalata sportiva renderebbe l’investimento più appetibile e anche sostenibile, sia per una maggiore attrattività del brand Varese che per i maggiori incassi. Il Franco Ossola ha le sue enormi fragilità, ma le visioni infrastrutturali devono giocoforza seguire quelle sul campo e non viceversa.
E sul campo, il Varese deve centrare l’obiettivo Serie C. Dopo aver sciolto le riserve sull’allenatore, i biancorossi dovranno muoversi in un calciomercato già in fermento. Niccolò Romero, Abraham Sovogui, Lorenzo Berbenni, Manuel Costante e Orso De Ponti sono gli unici giocatori con il contratto per la prossima stagione. Tra questi, forse solo per Romero si proverà a trovare una nuova sistemazione, così come già provato l’ultima estate, a fronte di una stagione poco esaltante, dove Ciceri ha dovuto spesso fare la conta delle punte centrali a disposizione. E forse, proprio dalla ricerca del 9, potrebbe iniziare il calciomercato del Varese.






