Così, l’Estate scorsa, Simone Magrin, in collegamento da Capo Verde, interloquiva con Rete55. La sua Rete55. La grande famiglia dell’informazione locale, la storica realtà che da più di 40 anni racconta questo pezzettino di Mondo.
Quasi vent’anni di collaborazione, e ancor di più di amicizia, chiacchierate, qualche scherzo e tanto affetto.
Simone è stato salutato nella chiesa San Carlo di Viale Borri, da una platea composita che ha riunito nel dolore i mille ambiti che questo vulcanico, energico ragazzo ha saputo toccare: i Leo e la Protezione Civile, la Croce Rossa e la tv locale, gruppi, squadre, compagnie, che in lui hanno trovato sorriso, ascolto, mano tesa e battuta pronta.
Una bella persona è volata via. E questo fa male. Ma il canto giunto apposta per lui dall’Africa, racconta di una morte che si fa passaggio e trasformazione.
E di un’assenza ingentilita dalla potenza dello sguardo, da valore del ricordo e dal senso che Simone ha saputo dare a questa sua breve, generosa vita.
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Varese: Addio Simone, salutato dal canto dell’amicizia
A San Carlo i funerali di Simone Magrin: il ricordo della “sua Rete55” e il canto che ne suggella il passaggio
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