La Pro Patria è in mano a Giancarlo Travagin. Il CdA di questa mattina ha dipinto lo scenario più inatteso. Il club di Busto ha visto passare il 51% delle quote di Patrizia Testa all’imprenditore che aveva presentato un’offerta al presidente uscente. Questo, appare evidente, per l’incapacità di Finnat di trovare un socio di proprio gradimento che si affiancasse acquistando le quote di maggioranza.
Ora il paradosso è ritrovare Luca Bassi nuovamente in minoranza e incapace di prendere delle scelte societarie senza trovare un accordo con un partner sgradito, elemento che emerge dal fatto che se questa fosse stata la soluzione primaria non si sarebbe arrivati al primo di luglio. L’ombra che viene gettata dalle novità in casa Pro Patria è quindi sul futuro della stessa in questa conformazione. Serpeggia addirittura l’idea di un disimpegno di Finnat, che ad oggi dovrebbe avallare e finanziare la strategia della nuova maggioranza targata Travagin. E in tutto questo mancano nove giorni all’iscrizione in una Serie D che andrà poi organizzata ed affrontata.






