(Adnkronos) - “Il mercato produce oltre 224 miliardi di euro e pesa per l’11,4% sulla ricchezza nazionale, quindi è una forza enorme: io sfido chiunque a trovare un’altra economia, un altro settore che produce così. Ma soprattutto ci dice che è un’economia in continua evoluzione, come d’altronde un po’ tutto il resto dell’economia, ma nell’economia del mare questo aspetto è ancora più forte. C’è una richiesta forte di capacità innovative, di nuove tecnologie, pensiamo all’intelligenza artificiale, al digital twin: ci sono tutta una serie di fattori che ci dicono che è un’economia forte, resiliente, che continua a crescere, ma che ha necessità di avere due costanti, l’una l’abbiamo detta, quella innovativa, l’altra è quella della sostenibilità”. Lo dichiara Antonello Testa, coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, nel corso della presentazione del XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare, a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di Commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del Blue Forum 2026. “Quando parlo di sostenibilità - prosegue Testa - non parlo solo di sostenibilità ambientale, che è senz’altro una sostenibilità importantissima visto che la risorsa principale è il mare e quindi va preservata, e di questo ne sono coscienti, lo sanno bene gli operatori del mare che hanno una forte sensibilità, ma c’è anche una sostenibilità sociale. Dall’altro lato c’è una forte spinta innovativa e quindi capacità di restare al passo e di saper utilizzare le nuove tecnologie e le nuove tecniche, fermo restando che alcuni settori, pensiamo alla cantieristica, necessitano ancora di figure storiche, penso al maestro d’ascia: abbiamo bisogno di giovani che conoscono e sanno interpretare le nuove innovazioni che la tecnologia ci propone, ho fatto l’esempio dell’intelligenza artificiale, del digital twin, ma ce ne sono varie, ma anche della capacità di sapersi confrontare con mercati sempre più diversi. E pensiamo che per il caso dell’Italia, che è il centro di questo piccolissimo oceano, il Mediterraneo, che rappresenta l’1% di tutti gli oceani mondiali ma dove transita il 30% delle merci, il 24% delle portacontainer, c’è anche l’economia underwater, sott’acqua, pensate ai cavi: abbiamo bisogno di figure sempre più professionalmente elevate che, allo stesso tempo, si sposano e convivono con le vecchie maestranze, come attori in alcuni settori, ho fatto l’esempio prima della cantieristica”.
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Testa (OsserMare): "Oltre 224 miliardi di euro, nessun altro settore produce come blue economy"
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