"Quanto sarebbe augurabile che il rapporto tra collezionista e artista tornasse ad essere un rapporto di scelte, di rischio culturale e di amore". Scriveva così, in una lettera del 1981, Renato Guttuso al collezionista Francesco Pellin. Parole che oggi, a 35 anni dalla prima mostra del maestro siciliano in quel di Varese, assume un significato ancor più forte e intenso, come sottolineato dalla vedova Pellin, la signora Cati, intervenuta a margine dell'esposizione inaugurata nella città giardino.
ULTIMA ORA
- Iran, Israele: "Abbiamo lanciato attacco preventivo"
- Afghanistan-Pakistan, due forti esplosioni a Jalalabad
- Sanremo 2026, Ditonellapiaga vince la serata delle cover: chi è TonyPitony
- Sanremo, Ditonellapiaga e TonyPitony vincono la serata cover: la classifica, ecco i primi 10
- Sanremo 2026, Gianluca Grignani 'dissa' Laura Pausini sul palco: cosa ha detto
- È morto Neil Sedaka, addio alla leggenda del pop americano
- Sanremo 2026, Aiello chi è: la cover con Leo Gassmann
- Alessandro Gassmann, lo sfogo dopo Morandi sul palco: "Mi rode il c**o"
- Cuba, Trump e il piano per L'Avana: "acquisizione amichevole" e modello Venezuela
- Iran, Trump boccia i negoziati: "Non sono contento". Attacco più vicino, i segnali
Guttuso a Varese, il pittore e il collezionista
Il rapporto tra il grande pittore e Francesco Pellin nel giorno che inaugura la grande mostra di Varese
- Pubblicato il
Matteo Inzaghi
Articoli correlati
Territori
Categorie






