Empatia in famiglia non il rimprovero: questo potrebbe essere il passo da parte dei genitori. Per i nostri ragazzi non uscire diventa fonte di angoscia, hanno bisogno di confrontarsi con i loro coetanei, hanno bisogno di un reale contatto fra loro.I ragazzi mal sopportano la realtà e fanno fatica a rinunciare alle loro abitudini. Come farglielo capire? Dire loro “sento quello che provi, ti sono vicino, vedo come ti senti e cerco di soccorrerti” può aprire la porta al dialogo e renderli partecipi.
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Restare a casa per tanti giorni rischia di far andare in tilt l’equilibrio familiare. Il primo passo devono farlo i genitori provando ad identificarsi con i ragazzi, agendo con compartecipazione nei loro confronti e mostrandosi attenti ad ascoltare cosa provano in questi giorni di ‘coprifuoco’.
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Redazione
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