(Adnkronos) - Il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha incontrato all’Avana alti funzionari cubani in un momento di forte tensione tra Washington e il Paese caraibico, aggravato dalla crisi energetica che Cuba attribuisce al blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti. La visita si svolge mentre il Paese affronta blackout fino a 22 ore al giorno e un crescente malcontento sociale legato alla carenza di carburante e al collasso della rete elettrica. Secondo le autorità cubane, l'incontro aveva l'obiettivo di "contribuire al dialogo politico" tra i due storici avversari ideologici e di rafforzare la cooperazione tra le rispettive agenzie di sicurezza. Nelle immagini diffuse dalla Cia sui social, Ratcliffe appare insieme alla delegazione statunitense e a funzionari cubani, tra cui Ramon Romero Curbelo, capo dell'intelligence del ministero dell'Interno dell'Avana. Cuba sostiene di aver dimostrato agli interlocutori americani di "non costituire una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti" e di non ospitare "alcuna base militare o di intelligence straniera", respingendo così le accuse di Washington su presunte installazioni cinesi sull'isola. La missione del capo della Cia si inserisce nel quadro del più ampio irrigidimento delle sanzioni deciso dall'amministrazione del presidente Donald Trump, che a gennaio ha definito Cuba una "minaccia straordinaria" per gli Stati Uniti e ha di fatto rafforzato il blocco energetico contro l'isola. Le misure hanno aggravato una già profonda crisi economica: il governo dell'Avana ha ammesso l’esaurimento delle scorte di diesel e combustibile, mentre la principale centrale termoelettrica del Paese, Antonio Guiteras, è ferma per un guasto tecnico. Nelle ultime ore sette province sono rimaste scollegate dalla rete elettrica nazionale e nella capitale si sono registrate proteste spontanee, con cittadini che hanno battuto pentole per denunciare i continui blackout. Washington, intanto, ha ribadito la disponibilità a fornire a Cuba un pacchetto di aiuti umanitari da 100 milioni di dollari in alimenti e medicinali, a condizione che venga distribuito attraverso la Chiesa cattolica e accompagnato da "riforme significative" del sistema politico cubano. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a Nbc che "il popolo cubano deve sapere che 100 milioni di dollari di cibo e medicine sono disponibili immediatamente". Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha replicato che l'assistenza non incontrerebbe ostacoli se conforme agli standard internazionali, ma ha ribadito che la soluzione "più semplice" sarebbe la revoca del "blocco" statunitense contro l'isola.
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