(Adnkronos) - In oncologia "gli screening rappresentano uno strumento prezioso perché, per diverse patologie, hanno dimostrato di ridurre la mortalità. Il motivo è semplice: consentono di individuare il tumore in una fase più precoce e quindi più facilmente curabile. In Italia, sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, il Servizio sanitario nazionale offre già programmi di screening per alcuni dei tumori più diffusi, come quelli della mammella, della cervice uterina e del colon-retto. Ora chiediamo che questa offerta possa essere estesa anche ad altre patologie, a partire dal tumore del polmone. È dimostrato che la Tac spirale nei forti fumatori riduce la mortalità per questa malattia, ma al momento non rientra ancora nei programmi di screening pubblici". Così all'Adnkronos Salute , presidente nazionale di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Massimo Di Maiodirettore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino in occasione dell'Oncology Summit 2026, oggi alla Camera dei deputati. Secondo Di Maio, è necessario migliorare sia l’offerta da parte delle Regioni sia l’adesione dei cittadini. "Anche dove i programmi sono disponibili, la partecipazione resta inferiore a quanto auspicabile. È un peccato, perché aderire agli screening significa investire concretamente nella propria salute" ha aggiunto. Sul tema della partecipazione, il presidente degli oncologi osserva che in Italia "gli screening rivolti alle donne sono più numerosi, grazie ai programmi per il tumore della mammella e della cervice uterina. Per il tumore del colon-retto, che riguarda uomini e donne, la partecipazione al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci rimane purtroppo subottimale in entrambi i sessi. Dobbiamo rafforzare la cultura della prevenzione - ha rimarcato - e far comprendere che questi test possono letteralmente salvare la vita". Di Maio ha infine sottolineato il valore dell’Oncology Summit come momento di confronto tra clinici e istituzioni. "È un’occasione importante per fare il punto sui risultati raggiunti dall’oncologia italiana, che oggi garantisce livelli di cura elevati, ma anche per individuare ciò che resta da migliorare. Dall’efficienza dei percorsi diagnostici e terapeutici alla tempestività della presa in carico dei pazienti, ci sono ancora aspetti su cui lavorare. Incontri come questo non servono soltanto a valorizzare quanto è stato fatto, ma soprattutto a costruire le basi per ulteriori progressi" ha poi concluso.
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Di Maio (Aiom), 'gli screening salvano vite ma adesione ancora troppo bassa'
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