(Adnkronos) - Si è conclusa, al teatro Manzoni di Milano, la tre giorni organizzata da Forza Italia in occasione del 32esimo anniversario della 'discesa in campo' di Silvio Berlusconi. Un migliaio, circa, le persone intervenute all'appuntamento per ricordare il fondatore, ma soprattutto per guardare al futuro del partito, in vista delle prossime sfide elettorali. Dopo gli appuntamenti di Napoli e Roma, i vertici del partito si sono riuniti in quello che per Berlusconi è stato il 'teatro' di tante manifestazioni e che nel lontano 1978 salvò dalla chiusura, scongiurando il rischio che diventasse un supermercato. Tra gli altri, seduti in prima fila accanto alla promotrice dell'evento, l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti, oggi presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, il segretario Antonio Tajani, i ministri Gilberto Pichetto Fratin e Paolo Zangrillo, il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri e il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli. E poi il leader di Azione, Carlo Calenda, con il quale si sta discutendo di una possibile alleanza in vista delle prossime elezioni comunali del 2027 per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Milano e l'economista Carlo Cottarelli. Ad attirare l'attenzione dei più è, tuttavia, Marta Fascina, compagna di Silvio Berlusconi fino alla sua scomparsa, seduta al centro della prima fila, accanto a Fedele Confalonieri. Qualche poltrona più in là anche Paolo Berlusconi. Al centro degli interventi dal palco il bilancio dei primi trent'anni di Forza Italia, ma soprattutto idee e proposte per il futuro del partito, che punta a raggiungere il 20% al prossimo appuntamento con le urne. "Raggiungere il 10 per cento non basta per essere determinanti -ha sottolineato Tajani dal palco-. Dobbiamo rafforzare la nostra identità perché il grande sogno di Silvio Berlusconi lo si vede nel nome del Partito popolare europeo". L'assenza di Silvio Berlusconi, ha poi aggiunto Tajani, "non si può colmare, nessun leader potrà mai essere come lui, ma ciascuno di noi potrà far si che quel Dna che lui ha inculcato nei nostri cuori possa permetterci di portare a termine il suo sogno di una pacifica rivoluzione liberale". L’idea è quella di "festeggiare i 50 anni del Partito popolare europeo con un grande evento a Roma, per richiamare attorno alle nostre bandiere tutti quelli che si riconoscono in quei valori. Milioni di italiani che stanno ancora cercando un'identità politica". Molto applaudito anche l'intervento di Carlo Calenda: "Se ci sarà spazio per lavorare insieme -ha esordito- ne sarò felicissimo. Anche perché condividere un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni o Salvini e Vannacci, io proprio non ce la faccio. Non posso stare con gli anti occidentali che odiano se stessi, che stanno con gli amici di Hamas e che ogni volta trovano ragioni per odiare l'Occidente, ma non posso neanche stare con chi sostiene Putin", ha detto strappando gli applausi della platea. E ha aggiunto: "Non credo che possiamo fare finta di niente su che inneggia alla Decima Mas e contemporaneamente supporta Putin e Trump, quando mette dazi all’Europa. Questi sovranisti sono sempre sovranisti contro loro patria. Azione non ci sta". Quindi: "Io non ho nessuna pretesa di dare qui, a voi, lezioni di politica, ma credo che ci sia un momento della storia in cui l'idealismo debba superare anche considerazioni di facilità e di tattica elettorale. Questo è il momento che chiama i giovani all’impegno, in cui gli europei sentono per la prima volta che quello che hanno dato per scontato sta pian piano svanendo. Oggi gli europei che vogliono la difesa dell'Europa sono più dell’80%. Non c’è spazio per chi questa idea non la condivide. Oggi chi non è europeista è un mio avversario politico; chi sostiene il sentimento anti Occidente è un mio avversario politico". La kermesse si è conclusa al termine della mattinata tra applausi, bandiere e tanti selfie, sopra e sotto il palco: "Quando vediamo sale così piene, stracolme -ha commentato il vicesegretario nazionale di Forza Italia, Stefano Benigni- significa che ancora oggi, dopo 32 anni di storia, Forza Italia non solo è viva, non solo è il governo del Paese, ma vuole continuare ad essere protagonista. Gli ultimi tre anni -ha ricordato- sono stati impegnativi e difficili. E se siamo ancora qua lo dobbiamo ad Antonio Tajani, che più di tutti ci ha creduto e, con passione e determinazione, ci ha presi per mano portandoci verso nuovi traguardi. Antonio Tajani è una guida autorevole, un punto di riferimento per tutti noi e saremo ancora una volta al suo fianco nel prossimo congresso nazionale del partito. Io credo sia giusto rivendicare con determinazione i nostri valori, quelli che ci ha lasciato in eredità il presidente Berlusconi. Siamo gli eredi della tradizione liberale, cristiana, europeista, atlantista, garantista. Forza Italia -ha concluso- è il vero partito della libertà".
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Forza Italia, chiusa a Milano la 3 giorni per anniversario discesa in campo Berlusconi
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Redazione Rete55
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