Groenlandia, Ue: "No scontro con Usa ma pronti a reagire"

(Adnkronos) - L'Europa sta preparando delle contromisure dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato dazi aggiuntivi nei confronti dei Paesi europei che hanno inviato soldati in Groenlandia. Secondo quanto ha affermato il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, sono in corso "intense consultazioni tra i leader dell'Ue", "la priorità è interagire" ed "evitare una escalation" nei rapporti con gli Usa, "non" cercare lo "scontro" con Washington. Ma se i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l'Ue "ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario", per "proteggere gli interessi" dell'Unione, ha affermato. Sulle relazioni transatlantiche, il presidente Antonio Costa convocherà una riunione speciale del Consiglio Europeo giovedì 22 gennaio alle 19, fanno sapere i portavoce della presidenza del Consiglio Europeo.  "Sulla Groenlandia l'approccio giusto ad una questione così seria è con una calma discussione tra alleati", ha detto Keir Starmer rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver parlato ieri al telefono con Trump al quale ha detto che "usare i dazi contro gli alleati è completamente sbagliato, non è il modo giusto di affrontare le differenze all'interno di alleanza, né è utile inserire usare gli sforzi per rafforzare la sicurezza della Groenlandia come giustificazione per pressioni economiche". "Una guerra commerciale non è nel nostro interesse, e quindi il mio primo obiettivo è assicurare che non avvenga, sono impegnato su questo", ha risposto a chi gli chiedeva se vi saranno dazi agli Usa, apparentemente minimizzando questa possibilità. "Dobbiamo trovare un modo pragmatico, sostenibile di affrontare tutto questo che eviti alcune delle conseguenze che sarebbero molto gravi per il nostro Paese", ha detto ancora il premier britannico. "Queste misure danneggiano i lavoratori britannici, il business britannico e l'economia britannica - ha detto ancora parlando dei dazi - e per questo so molto chiaro su questa questione. Una guerra commerciale non è nell'interesse di nessuno e il mio compito è sempre agire nell'interesse nazione del Regno Unito".  Nel rispondere alle domande dei giornalisti, Starmer ha detto "di non credere che sia giusto dover scegliere tra Stati Uniti e Europa, non è una nuova posizione, questa è una posizione che abbiamo sempre tenuto, come hanno fatto i governi precedenti".  Il premier britannico ha poi ribadito che il futuro della Groenlandia deve essere deciso solo dalla sua popolazione e dalla Danimarca. "C'e' un principio che non può essere messo da parte, perché va al cuore di come funziona una cooperazione internazionale stabile e affidabile - ha affermato - e ogni decisione sullo status futuro della Groenlandia appartiene solo alla sua popolazione e al regno di Danimarca. Questo diritto è fondamentale e noi lo sosteniamo".  Starmer ha poi però riconosciuto come la questione della sicurezza dell'isola artica, posta da Trump come motivo principale della sua volontà di annessione, "è una cosa importante, e lo sarà di più a causa dei cambiamenti climatici che stanno cambiando l'Artico, con rotte marine che si aprono e la competizione strategica che si intensifica. L'High North - ha concluso usando la terminologia con cui ci si riferisce anche all'Artico - richiederà maggiore attenzione, più grandi investimenti e una più forte difesa collettiva".   Il Cremlino sta monitorando attentamente gli sviluppi in Groenlandia, da dove stanno arrivando ''notizie allarmanti''. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di una conferenza stampa. "Negli ultimi giorni sono arrivate molte informazioni allarmanti. Naturalmente, stiamo monitorando tutto ciò che sta accadendo molto attentamente e lo stiamo analizzando", ha detto Peskov.  In una lettera indirizzata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Trump è intanto tornato a ribadire che "il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia''. ''La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un 'diritto di proprietà"? Non ci sono documenti scritti, è solo che una nave è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo navi che sbarcavano lì'', ha aggiunto il presidente americano. ''Ho fatto più per la Nato di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti'', ha sostenuto Trump. Sulla sua piattaforma social Truth Social, ha poi scritto che "per 20 anni la Nato ha detto alla Danimarca che avrebbe dovuto rimuovere la minaccia russa dalla Groenlandia. Sfortunatamente, la Danimarca non è stata in grado di fare nulla al riguardo". Secondo lui, "Ora è il momento, e lo faremo!" 
---internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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