(Adnkronos) - Un tributo ai cantautori e ai compositori ma soprattutto un atto d’amore verso la musica e la sua storia. Laura Pausini torna con l’album ‘Io Canto 2’, che segue le orme del successo del disco di cover, ‘Io canto’, pubblicato nel 2006 per omaggiare i grandi successi italiani e farli conoscere all’estero. Il nuovo album uscirà venerdì prossimo, a vent’anni di distanza dal primo ‘Io Canto,’ il disco che la consacrò definitivamente anche a livello internazionale, in un progetto che è ormai diventato parte della sua identità artistica. Allora fu un omaggio alla grande canzone italiana, capace di portarla fino allo storico concerto a San Siro del 2 giugno 2007, prima donna a riempire lo stadio davanti a 70mila spettatori. Oggi, ‘Io canto 2’ nasce con le stesse intenzioni ma con la maturità di un’artista che ha attraversato generazioni e oltrepassato i confini linguistici. “Il secondo capitolo di ‘Io Canto’ arriva vent’anni dopo il primo - spiega Pausini -. Vent’anni in cui siamo cambiati, cresciuti, innamorati ancora della musica. Oggi come allora c’è una sola ragione per cui si sceglie di omaggiare una canzone, il suo autore o il suo interprete: l’amore. In questo disco mi sento come Giovanna D’Arco, senza armature ma con il microfono in mano, perché quando la musica chiama, io rispondo. Pronta a difendere senza paura tutto ciò che amo, e io credo nelle canzoni. Credo nella musica, che va protetto da chi vive per lei. La musica può essere accusata, giudicata, fraintesa, sottovalutata, ma noi artisti siamo qui per schermarla. Siamo un esercito disarmato, armato solo della bellezza dell’arte, che resta l’arma più rivoluzionaria di tutte”. ‘Io canto 2’ è un viaggio nella storia della musica italiana e internazionale. Un tributo che va dagli anni Sessanta ai giorni nostri, intrecciando stili e lingue. L’album include reinterpretazioni di classici intramontabili e successi contemporanei, passando per adattamenti in portoghese, francese, tedesco e inglese. Tra i momenti più significativi spiccano i duetti con grandi protagonisti della scena musicale: a partire da Ana Carolina e Ferrugem sulle note di ‘Quem de nós dois’, cover del brano di Gianluca Grignani ‘La mia storia tra le dita’, che ha sollevato diverse polemiche con il cantante nei mesi scorsi, e della quale Pausini spiega: “Le grandi canzoni vanno ascoltate, cantate e fatte vivere per sempre, e Ana Carolina nel 2001 ha scritto e interpretato una versione inedita de La mia storia tra le dita, che ho voluto omaggiare cantandola proprio insieme a lei e a Ferrugem:, due voci iconiche brasiliane in un trio che si incontra per la prima volta, unendo l’Italia e il Brasile, paese a cui sono molto legata”.
Tra le collaborazioni nell'album spiccano quella con Annalisa, con la quale Pausini duetta sulle note di ‘Ma che freddo fa’ di Nada, e Julien Lieb, con il quale canta ‘La dernière chanson (Due vite)’, cover del brano sanremese di Marco Mengoni, diventato un caso sui social. “Ma che freddo fa è un brano malinconico, che racconta cos’è la vita senza l’amore, con il freddo come metafora dell’assenza - dice Pausini - un albero che foglie non ha più. Ho sempre amato la voce di Nada, il suo modo di essere riassume una grande personalità. E ho sempre amato le donne della musica italiana con un carattere forte, per questo ho voluto al mio fianco Annalisa, che mi ricorda quanto sia importante per noi artiste non dimenticare chi ci ha portate fino a qui. L’arrangiamento di questo brano unisce vari mondi: il reggaeton, il mondo arabo e chiaramente la scrittura italiana”.
Commovente anche l’incontro con Lucio Dalla in 'Felicità', che unisce simbolicamente due pilastri della musica italiana. "Interpretare Felicità con la voce unica di Lucio Dalla è stato un modo speciale per dialogare con la sua straordinaria arte e far rivivere le emozioni di questo classico senza tempo - racconta la cantante -. Ero molto legata a Lucio che è stato anche il primo artista italiano famoso a farmi i complimenti quando facevo pianobar a Bologna e non avevo ancora compiuto 10 anni. Non dimenticherò mai le sue parole di allora che conservo nei miei momenti di felicità". La focus track del progetto è '16 Marzo' con Achille Lauro, nuovo singolo in rotazione radiofonica dal 6 febbraio. Una collaborazione nata da una stima reciproca, come racconta la stessa Pausini: “Lauro mi ha colpita dal suo primo Sanremo. Abbiamo lavorato insieme a un arrangiamento che rappresentasse entrambi". Parole condivise anche dall’artista romano: “Laura è un’artista iconica ed è l’unica che si è costruita un ecosistema e una carriera globale da più di 30 anni. È un onore condividere con lei questo percorso”. Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Gabriele Savino (xPuro), disponibile dal pomeriggio del 6 febbraio insieme alla release dell’album.
Tra i brani interpretati da Pausini nel nuovo disco figurano anche l’omaggio a Madonna con ‘La isla bonita’, e le cover di ‘Ritorno ad amare’ di Biagio Antonacci, ‘Quanno chiove’ di Pino Daniele, ‘Dettagli’ di Ornella Vanoni, ‘Immensamente’ di Umberto Tozzi, ‘Hai scelto me’ di Zucchero ed ‘E poi’ di Giorgia. Nel disco figurano anche ‘Já sei namorar’ di Tribalistas e ‘Un senso’ di Vasco Rossi. “Per me è il più grande artista che abbiamo in Italia - racconta Pausini - il primo disco che ho comprato nella mia vita è stato ‘Gli spari sopra’, il primo autografo che ho chiesto è stato quello il suo, che conservo, scritto nella cartolina del ristorante dove facevo pianobar (ora esposto nel Laura Pausini Official Museum, ndr) e mi sento onorata di essere sua amica oltre che sua grandissima fan. Mi sono consultata con lui per la scelta della canzone da interpretare per Io canto 2, avendolo già omaggiato con Anima fragile in Io canto del 2006. Ho fatto più di 10 provini di sue canzoni, ho scelto quella con il testo a cui mi sento più legata, e che ha davvero un senso con la mia vita”. Tra i brani di ‘Io canto 2’ ci sono anche ‘Non sono una signora’ di Loredana Bertè, ‘Ci vorrebbe il mare’ di Marco Masini e poi solo nella versione deluxe del disco ‘Wenn du an Wunder Glaubst’ di Mina ‘Fratello sole sorella luna’ di Claudio Baglioni ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, che Pausini ha regalato a Papa Leone XIV, ‘O céu dentro de um quarto’, adattamento in portoghese de ‘Il cielo in una stanza’ di Gino Paoli, ‘Il cielo in una stanza’ nella versione di Mina e sempre della Tigre di Cremona ‘This World We Love In’. Il 2026 si apre così come un anno simbolico per Laura Pausini, non solo sul piano discografico. Il 6 febbraio sarà protagonista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 a San Siro, un evento che la vede ancora una volta ambasciatrice della musica italiana nel mondo. Nello stesso periodo tornerà anche sul palco del Teatro Ariston, affiancando Carlo Conti nella conduzione della 76esima edizione del Festival di Sanremo. Un impegno istituzionale e culturale che conferma il suo ruolo centrale nello spettacolo italiano. Dopo 'Anime Parallele', pubblicato tre anni fa, 'Io canto 2' rappresenta una nuova tappa nella sua evoluzione. A marzo 2026 arriverà anche la versione spagnola, 'Yo canto 2', dedicata ai grandi autori latinoamericani, a testimonianza di un legame profondo con il pubblico ispanoamericano che da anni la incorona come icona. Parallelamente prenderà il via l’'Io canto / Yo canto World tour 2026/2027', undicesima tournée mondiale della sua carriera: un progetto ambizioso, con due show differenti, due set list e due produzioni visive distinte. Il tour partirà dalla Spagna il 27 marzo prossimo, attraverserà l’America Latina, gli Stati Uniti, il Canada, per poi tornare in Europa e in Italia, fino ai grandi show negli stadi nel 2027. Con oltre 75 milioni di dischi venduti, più di 6 miliardi di streaming, Grammy Awards, Latin Grammy, Golden Globe e una carriera senza precedenti per un’artista italiana, Laura Pausini continua così a reinventarsi rimanendo fedele al suo stile. (di Federica Mochi)
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Redazione Rete55
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