(Adnkronos) - "Momelotinib è uno dei 3 Jak inibitori che noi abbiamo disponibili e rimborsati in Italia e ha delle caratteristiche particolari. Oltre a essere un Jak 1 e Jak 2 inibitore, è capace di inibire un pathway che si chiama Acvr1 e che determina l'anemia. Ha quindi un effetto unico rispetto agli altri Jak inibitori disponibili in Italia, che è quello di migliorare" i livelli "dell'emoglobina". Lo ha detto Francesco Passamonti, direttore della Struttura complessa di Ematologia della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico e professore di Ematologia all'università degli Studi di Milano, intervenendo oggi a Milano all'incontro con la stampa promosso da Gsk dedicato all'impatto delle nuove terapie per la mielofibrosi, con particolare riferimento all'ultimo Jak inibitore orale indicato per la splenomegalia o sintomi correlati alla malattia in pazienti con anemia da moderata a severa. "Momelotinib è stato sviluppato negli studi Simplify-1 e Simplify-2 che ci hanno aiutato a capire questioni importanti - spiega Passamonti - L'effetto sui sintomi c'è: quello sulla milza è comparabile a quello degli altri Jak inibitori, ma ha la capacità di migliorare i livelli dell'emoglobina" portandoli "tra 9 e 10, ma può andare sopra 10 o aumentare di più di un grammo e mezzo". Con questi risultati, "un paziente che riceve trasfusioni può aumentare l'emoglobina o addirittura diventare indipendente dalle trasfusioni". Negli studi "il farmaco ha documentato la capacità di far salire l'emoglobina e aumentare la percentuale di pazienti trasfusione-indipendenti. Ha raggiunto un endpoint importante per la clinica perché oggi sappiamo che i pazienti che migliorano l'emoglobina, cioè raggiungono valori superiori a 10, sono pazienti che vivranno di più". Per questo motivo "si pone come un farmaco cardine nella terapia della mielofibrosi e anche come ponte al trapianto di midollo osseo allogenico dove, se un paziente si presenta con un fenotipo clinico più anemico, la possibilità di migliorare l'emoglobina vuol dire arrivare a trapianti", in condizione "migliore". Per i medici "è un grande aiuto - sottolinea Passamonti - perché copriamo un problema importante come l'anemia. Non al 100% perché in medicina il 100% non esiste, ma lo miglioriamo nella buona parte dei pazienti. Per loro si tratta di un passo avanti perché l'anemia determina stanchezza, che miglioriamo. E poi, quando il paziente inizia a fare trasfusioni, c'è il sovraccarico di ferro, detto sovraccarico marziale, e anche la necessità di un caregiver, perché le trasfusioni si fanno in Day hospital e quindi il paziente ha bisogno di un accompagnatore che lo porti. Anche da un punto di vista sociale questo trattamento ha un ritorno estremamente importante per la gestione della malattia e la gestione del paziente".
---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
ULTIMA ORA
- Trump minaccia ancora: "Iran apra il fottuto Stretto di Hormuz o finirà all'inferno"
- Atp Montecarlo, esordio vincente per Sinner in coppia con Bergs nel torneo di doppio
- Migranti, naufragio al largo della Libia: "32 superstiti, oltre 70 i dispersi"
- Da noi... a ruota libera, domenica 5 aprile: gli ospiti di oggi
- Prima Pasqua da Papa per Leone XIV, l'omelia: "No all'indifferenza alla morte"
- Germania, viaggi all'estero per oltre 3 mesi: uomini dovranno chiedere permesso all'esercito
- Domenica In, oggi domenica 5 aprile: gli ospiti di Mara Venier
- Verissimo, oggi domenica 5 aprile: gli ospiti e le interviste
- Italia sogna ripescaggio ai Mondiali 2026, quando decide Fifa e possibile girone
- Pilota disperso in Iran, "Usa hanno distrutto due aerei per non lasciarli a Teheran"
Mielofibrosi, ematologo Passamonti: "Momelotinib migliora livelli emoglobina"
- Pubblicato il
Redazione Rete55
Articoli correlati
Territori
Categorie






