(Adnkronos) - "Oggi l'oncologia è rappresentata per due terzi dei casi da donne che accedono alle scuole di specializzazione. Purtroppo quando si va verso la crescita professionale" e l'acquisizione di ruoli apicali "questa percentuale si inverte. Circa il 23% delle donne sono direttrici di struttura in ambito oncologico e ancora meno sono le professoresse ordinarie di Oncologia, meno del 10% nel panorama nazionale. Questo è un punto importante perché da una pluralità di voci, di età e di genere non possono che nascere idee migliori, anche in un momento di grande innovazione che passa attraverso strumenti importanti come l'intelligenza artificiale". Lo ha detto Rossana Berardi, presidente eletta di Aiom (Associazione italiana oncologia medica), professoressa di Oncologia all'università politecnica delle Marche e direttrice della Clinica Oncologica dell'Aou delle Marche, al convegno organizzato da Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) a Milano al Centro diagnostico italiano (Cdi), in collaborazione con Fondazione Bracco, nella Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. "L'intelligenza artificiale in oncologia - sottolinea Berardi - è già una realtà nella progettualità e nella ricerca, così come nel sostegno ai pazienti nei percorsi di diagnosi e di cura. In ambito radiologico e anatomopatologico, che sono pilastri nella definizione delle migliori terapie disponibili, l'intelligenza artificiale rappresenta un passo avanti in cui i nostri colleghi si stanno impegnando tanto. Noi la stiamo utilizzando soprattutto in progettualità innovative di ricerca, per cercare di clusterizzare i pazienti, ossia identificare quei sottogruppi che possono avere una prognosi o una risposta alle terapie differente sulla base di alcuni fattori clinici, biologici, molecolari e di altra natura". Inoltre "l'intelligenza artificiale è di aiuto quando dobbiamo dipanarci tra le tante informazioni che arrivano dalla biologia molecolare per aiutarci a definire la migliore terapia disponibile. Ad oggi non è una realtà concreta nell'ambito della quotidianità, però può rappresentare un volano e un motore importante per il futuro". Berardi evidenzia l'impegno di Aiom nell'incoraggiare la presenza femminile in oncologia: "L'associazione è molto attiva nel promuovere l'equità di genere e una rappresentatività sempre maggiore rispetto al passato. Da tempo abbiamo introdotto dei meccanismi di verifica e di controllo rispetto all'inserimento delle donne, dei giovani e delle diverse rappresentatività geografica all'interno dei nostri programmi scientifici. In aggiunta sono stati attivati tre gruppi di lavoro importanti. Il primo sull'oncologia di genere, il secondo sul benessere degli operatori e delle operatrici, il terzo sulle nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale".
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Ricerca, Berardi (Aiom): "Oncologia rappresentata da donne ma non in ruoli apicali"
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Redazione Rete55
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