(Adnkronos) - Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 5.500 tumori urologici eredo-familiari. Rappresentano circa il 6/7% di tutti i casi di carcinoma della prostata, del rene e della vescica. Per questi uomini e donne, che presentano varianti genetiche che aumentano il rischio di cancro, bisogna personalizzare non solo le terapie ma anche la prevenzione. È quanto afferma la Società italiana di uro-oncologia (Siuro) in occasione della Giornata mondiale contro il cancro (World cancer day) che si celebrerà domani in tutto il Pianeta. Il claim dell’evento internazionale quest’anno è #UnitedByUnique. "Secondo le Istituzioni sanitarie internazionali è evitabile fino al 50% di tutte le neoplasie – sottolinea Rolando Maria D’Angelillo, presidente Siuro -. La prevenzione primaria è fondamentale anche in ambito uro-oncologico. Si può intervenire su fattori modificabili come il fumo, l’alimentazione quotidiana, il grave eccesso di peso o la sedentarietà. Le sigarette, per esempio, sono responsabili da sole del 50% di tutti i nuovi casi di tumore della vescica. Anche le diagnosi precoci sono importanti e vanno incentivate per ridurre la mortalità e aumentare le possibilità di guarigione. Al momento però non esistono screening organizzati per il carcinoma della prostata. Tuttavia, sono disponibili esami come l’esplorazione rettale digitale, il test Psa o l’ecografia prostatica transrettale che possono essere prescritti nei soggetti a rischio o che presentano alcuni sintomi". "Altri 'sorvegliati speciali' sono tutti quei malati che possiedono delle mutazioni eredo-familiari – prosegue Giovanni Pappagallo, vicepresidente Siuro -. Gli esami di screening genetico aiutano a individuare la predisposizione individuale a sviluppare alcune forme di tumore spesso molto aggressive. I test devono essere prescritti perciò ai familiari di pazienti affetti dalla patologia e vanno garantiti sull’intero territorio nazionale. Molto pericolosa è la mutazione Brca2 che non riguarda solo il carcinoma mammario. Aumenta di 3 volte il rischio di neoplasia prostatica rispetto al resto della popolazione. La familiarità interessa anche il tumore al testicolo che ogni anno fa registrare in Italia più di 2.000 casi. È una patologia oncologica 'giovanile' e rappresenta la forma di cancro più frequente nei maschi con meno di 50 anni. Come prevenzione consigliamo l’autopalpazione a partire dalla pubertà. Per chi ha avuto invece parenti di primo grado affetti dalla malattia è sempre indicata una visita urologica specialistica annuale". "Anche quest’anno abbiamo deciso, come società scientifica, di aderire alla Giornata mondiale contro il cancro – conclude D’Angelillo -. La personalizzazione delle cure, dell’assistenza e della prevenzione sono indispensabili per un efficiente contrasto ai tumori genito-urinari. Sono un gruppo molto eterogeno di malattie che in totale nel nostro Paese interessano 1 milione di persone. Non riguardano solo uomini over 65 perché colpiscono anche adolescenti, giovani adulti e donne d’ogni fascia d’età. Bisogna sensibilizzare la popolazione a seguire alcuni comportamenti virtuosi che possono evitare gravi conseguenze. Infine, il trattamento delle neoplasie deve essere sempre multidisciplinare e affidato a team composti da diverse figure professionali. Anche attraverso la collaborazione fra i diversi specialisti coinvolti nella gestione del paziente è possibile favorire trattamenti più personalizzati".
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Tumori urologici ereditari, in Italia ogni anno oltre 5.500 casi
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Redazione Rete55
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