“Fare un liceo del Made in Italy senza basi tecniche è demenziale, così come non chiamare licei tecnici gli istituti”: non usa giri di parole, Marino Vago. Imprenditore, già presidente dell’allora Univa oggi Confindustria Varese e già al vertice di Sistema Moda Italia. Uno, insomma, che di tessile ne capisce. E che, peraltro, di solito è molto istituzionale e misurato. Ma stavolta probabilmente la problematica è troppo scottante. C’è una provincia che per numero di addetti è ancora la terza in Italia in un settore che ormai però qui sembra invisibile. Soprattutto agli occhi dei giovani, che non vogliono più indossare la tuta blu senza capire che chi è dentro è cambiato perché governa macchinari che costano milioni di euro, come gli fanno eco in sala.
Una riflessione emersa in occasione della presentazione del Tavolo sperimentale della nobilitazione tra domanda e offerta di lavoro
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Busto: Vago, “Tessile, strategia scolastica demenziale”
Duro affondo dell’industriale Vago: “Tessile, la provincia terza in Italia per addetti, ma nessuno ne parla”
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