Daverio: Imprese a confronto sul (nuovo) Capitale Umano

Alla Smartt Valley un dibattito sulle nuove frontiere del lavoro e sui tanti cambiamenti in corso

Servono autisti e camerieri, esperti di AI, tecnici, manutentori e un altro, nutrito esercito di addetti, che l’impresa cerca e la nuova generazione fatica a fornire.
Un problema tutt’altro che inedito, ma che tarda ad essere affrontato e soprattutto risolto. Le cause sono diverse e in gran parte sono state dibattute alla Smartt Valley, significativo incubatore di visione, ricerca, innovazione e talenti che ha messo al tavolo impresa, associazioni di categoria, scuola, università, agenzie per il Lavoro.
Perché il cosiddetto “mismatch”, cioè il mancato incontro tra domanda e offerta di occupazione, è un punto debole del tessuto economico, strettamente legato al calo demografico, a una comunicazione tra formazione e lavoro che ha già fatto diversi passi avanti, ma che ancora dista dal sospirato traguardo, ma anche a un rapporto tra giovani e lavoro - inteso come qualità dello habitat, rapporto tra forze fresche e addetti stagionati, durata e tipologia di contratto - sensibilmente cambiato.
Risultato, nessuna ricetta facile, nessuna bacchetta magica: ma tante proposte e un imperativo: il Capitale Umano non si riflette nel reddito o nella funzione, ma nella qualità, nella passione, nella valorizzazione.
E nella capacità di trovare e riconoscere il proprio posto nel Mondo.

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