Da una parte Luca Spada, presidente e fondatore di Eolo, affermata società di telecomunicazioni nata a Busto Arsizio. Dall’altra Giacomo Pedranzini, amministratore delegato di Kometa, azienda agroalimentare valtellinese che insegue il cibo sano e sostenibile. In mezzo Ivan Basso, ex campione del ciclismo ed ora padre di un progetto sportivo italiano, sviluppato assieme alla Fondazione Alberto Contador: quello appunto di Eolo-Kometa, squadra composta da 20 corridori, metà dei quali italiani, che quest’anno parteciperanno alla categoria Professional (appena sotto al circuito WorldTour).
Le prime gare del team di cui Basso è general manager saranno la Vuelta Valenciana (dal 3 al 7 febbraio) e la Vuelta Andalucia. Il debutto in Italia sarà invece al Trofeo Laigueglia il 3 marzo ma la squadra punta a partecipare al Giro d’Italia, come fa capire Luca Spada, pronto a lanciare anche una proposta provocatoria.
L’obiettivo del nuovo sodalizio non è solo quello di lanciare giovani talenti, facendoli crescere con valori sani, ma anche di vincere: «Almeno dieci corse», come dice Basso.
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Eolo-Kometa in volata con la stella Basso
Lanciare i giovani, vincere almeno dieci corse e partecipare subito al Giro d’Italia: è ambiziosa la nuova squadra di ciclismo sostenuta da Luca Spada e Giacomo Pedranzini con la benedizione di Alberto Contador e la mente del ciclista varesino
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Filippo Brusa
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