Gallarate: Allarme giovani, quando la violenza diventa gioco

Violenza e giovani, dalle bottigliate per gioco alle tentate stragi: un sistema educativo in piena crisi

Bottiglie rotte e minacce simulate con cocci puntati alla gola in via Mazzini a Gallarate nel cuore della notte: una violenza gratuita che diventa quasi gioco, un trofeo da mostrare e condividere sul web invece per il 13enne che ha accoltellato l’insegnante in diretta video; un modello da seguire per il 17enne che pianifica una strage a scuola in stile americano.
Segnali diversi, ma riconducibili ad un disagio profondo che attraversa le nuove generazioni e una società in affanno con modelli digitali molto più potenti e accattivanti.
Famiglie, scuola e istituzioni, presenti a singhiozzo, continuano a rimbalzarsi responsabilità e accuse, senza affrontare fino in fondo le fragilità di un sistema educativo in piena crisi, lento e obsoleto, privo di strumenti adeguati, anche sul piano normativo, per reggere il confronto.
Intanto, in Paesi come la Norvegia si corre ai ripari, vietando l'utilizzo dei social ai minori di 15 anni. Misure in controtendenza, impopolari per molti, ma che indicano almeno un inizio, un principio di reazione utile a intervenire.
Perché è lì che si gioca la partita, prima che l’escalation diventi irreversibile e generi nuovi "mostri".

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