Tutto rimandato di 15 giorni.
I vertici di Forza Italia, regionale (Alessandro Sorte) e provinciale (Simone Longhini), confermano il rinvio in quel di Gallarate "per trovare la migliore sintesi possibile nell'importante comune di una provincia che nell'ultimo periodo ha visto il partito tornare protagonista".
Il riferimento è al numero di tessere, ripetutamente sbandierato come cartina tornasole di un consenso apparentemente conclamato. E qui sorge la prima perplessità: una rapida escalation di iscritti non può che riunire sotto la medesima insegna origini e sensibilità politiche diverse. Ma allora perché non accettare platealmente i diversi orientamenti e benedire un congresso "correntizio", competitivo, magari anche ruvido, ma almeno chiarificatore?
Dopodiché, il "caso" più recente sembra fare, nello stesso momento, da sintomo e da paradigma.
Da sintomo, perché il bubbone scoppia proprio a Gallarate, realtà in cui l'esperienza azzurra sconta un passato difficile da archiviare. E in cui le due alternative in campo porterebbero l'Amministrazione Cassani a due dinamiche interne diametralmente opposte.
Ma anche paradigmatico, perché mal di pancia e spaccature non si limitano alla città di Mucci e Longobardi, estendendosi, seppur sottotraccia, a Varese, dove i giochi non sono ancora chiusi, e a Busto Arsizio, dove il partito appare prossimo a perdere un paio di storici esponenti.
Il tutto mentre Fratelli d'Italia, in questo stesso periodo, celebra congressi che più unitari e condivisi non si può.
Ora, se io fossi un dirigente di Forza Italia, anziché chiedermi "Come convincere uno dei contendenti gallaratesi a fare un passo indietro?", mi domanderei: "Cosa ci distingue dagli altri partiti?". Risposta: le origini. Gli azzurri nascono dal volere di un uomo che decideva per tutti. In assenza di tale leadership, la scelta più trasparente sta nell'accettare e favorire il confronto, non nel negarlo. Si faccia il congresso e si dia "fuoco alle polveri": qualunque esito, benché "scoppiettante", sarà preferibile alle pacificazioni forzate e ai sorrisi di circostanza.
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Gallarate: Gli azzurri preferiscono il pasticcio al duello
Forza Italia rinvia il congresso di Gallarate. Ma forse un confronto plateale sarebbe preferibile
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