Tagli più estesi del passato e concentrati in pochi mesi: è questo il nodo sollevato dai cittadini di Crenna, 628 firmatari di una petizione sul bosco di Moriggia, che hanno incontrato i tecnici del Parco del Ticino. I numeri confermano la percezione: su 90 ettari, autorizzati interventi su 8,5, circa il 10%, contro meno dell’1% sull’intero Parco.
“Non è tanto il taglio in sé, ma la concentrazione”, emerge dal confronto. I tecnici spiegano che si tratta di operazioni regolari, spesso legate a specie non autoctone come quercia canadese e ciliegio americano, utili – sostengono – a favorire biodiversità. Ma i residenti replicano: senza ripiantumazione si crea un circolo vizioso che penalizza l’equilibrio del bosco.
Tra le criticità anche sentieri danneggiati dai mezzi pesanti e la mancanza di strumenti per limitare le decisioni dei privati, proprietari dei terreni. I cittadini temono nuovi tagli anche nei prossimi mesi. Nodo centrale resta la gestione: “Il bosco è un patrimonio collettivo”, si legge nel resoconto, con la richiesta di maggiori strumenti di regolazione e condivisione delle scelte.






