Due tempi splendidi, poi il crollo. Il Varese di Juhani Matikainen gioca quaranta minuti vicini alla perfezione, ma nell’ultimo periodo cede sotto il peso delle penalità – almeno un paio giudicate troppo severamente – e incassa un pesante 7-4 contro l’Aosta.
I Mastini si presentano con cinque assenze importanti, di fatto una linea intera tra difesa e attacco. Tra i pali c’è Pysarenko, reduce dagli impegni con la nazionale. L’avvio è però da incubo: dopo appena un minuto Mc Nally sfrutta una dormita difensiva e porta avanti i padroni di casa. Varese reagisce: sfiora il pari con Xamin e Marcello Borghi, poi trova l’1-1 grazie a un pasticcio aostano (rete attribuita a Tilaro). All’11’ il sorpasso: in superiorità Buono serve Bastille per il 2-1. I gialloneri dominano e sfiorano il tris, ma sprecano.
Nel secondo drittel il copione non cambia: ritmo alto, pressione costante e solo il gol di Xamin a concretizzare la superiorità. Occasioni in serie, ma poca precisione sotto porta.
Nel terzo tempo la partita si spezza. Penalità consecutive costringono Varese a lunghi tratti in inferiorità numerica. L’Aosta ne approfitta: accorcia, pareggia e poi dilaga, sfruttando powerplay e la porta vuota nel finale, con Pysarenko richiamato in panchina nel tentativo disperato di rientrare. Il sogno dei primi quaranta minuti si dissolve negli ultimi quindici.






