Finisce qui la stagione dei Mastini, tra gli applausi e l’orgoglio di un popolo che non ha mai smesso di crederci. Il 3-1 finale premia l’Aosta e la manda in finale, ma racconta solo in parte una gara che, soprattutto negli ultimi due tempi, ha visto un Varese combattivo, generoso e a tratti dominante. A fare la differenza, più di ogni altra cosa, è stato Rocco Perla: l’ex di turno ha alzato un muro invalicabile, spegnendo le speranze giallonere con una prestazione da autentico protagonista.
L’inizio è di quelli che gelano il sangue. Dopo appena 13 secondi Nardella sfrutta una ripartenza fulminea e batte Pysarenko. Il colpo è durissimo e pochi minuti dopo arriva anche il raddoppio con Nimenko, ancora su un’azione veloce che sorprende la difesa varesina. Al 15’ arriva anche il terzo colpo, con Oberholler in power play. Nel momento più difficile, Varese trova una fiammata che riaccende tutto: splendida azione sull’asse Bastille-Makinen-Marcello Borghi, che finalizza con freddezza e firma l’1-3. Ma non è bastato.






