Di commenti se ne leggono tanti: di esperti veri o presunti, di influencer nostrani, di telespettatori di tutto il mondo. Noi vi raccontiamo la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, all’insegna dell’Armonia, vissuta sugli spalti tra il pubblico di San Siro, venuto da ogni dove con lo spirito di chi partecipa a una grande festa tra amici: persone che per qualche ora diventano tali anche se non si conoscono, perché accomunate dallo stesso animo festante che per una volta supera davvero i confini. E così, prima dell’inizio dello spettacolo, il popolo dell’apertura dei Giochi olimpici, coinvolto nello scenografico gioco di luci tramite decine di migliaia di braccialetti luminosi, ascolta il segretario generale dell’Onu scandire che “le nazioni dovrebbero sfidarsi solo sul campo sportivo e non su quello di battaglia”. Un richiamo alla pace che sarà ribadito anche verso la fine dello show con Charlize Theron che cita Nelson Mandela e Ghali che recita Gianni Rodari, con una coreografia che crea il simbolo di una colomba. Tra gli applausi dello stadio.
In mezzo, c’è un evento da 1.350 performer tra volontari e professionisti provenienti da 27 Paesi diversi, con 500 musicisti impegnati nelle colonne sonore, 1.400 costumi differenti e 1.000 oggetti di scena. La manifestazione scivola via veloce, tra esibizioni brevi e scintillanti, con richiami alla moda – con l’elegantissima sfilata tricolore in omaggio ad Armani – e alla cultura italiana (poesia compresa), sketch autoironici sulla mimica nazionale, apparizioni di star internazionali a partire da Mariah Carey e momenti solenni, con applausi alle autorità. A iniziare dal presidente della Repubblica, accolto da un caldo “Sergio, Sergio” declamato dalla folla nel momento di dichiarare aperti i Giochi.
Uniche parentesi di noia, durante l’arrivo delle delegazioni degli atleti sul palco: una processione che sconta – ma c’era da aspettarselo – le difficoltà del debutto planetario dell’edizione diffusa dell’evento sportivo per eccellenza, che rende più televisivamente, con i collegamenti dalle altre location delle gare, che dal vivo. A risvegliare gli animi, l’ingresso di atleti come quelli dell’Ucraina – applauditissimi – e i fischi per Israele e Vance, ma anche questa eventualità era da mettere in conto.
Picco di emozioni dal primo al terzo anello per l’Inno di Mameli cantato da Laura Pausini, il braciere all’arco della pace acceso da Tomba e Compagnoni e l’ingresso della Fiamma olimpica con campioni del calibro di Baresi, Bergomi ed Enogu, accompagnato da uno strepitoso “Nessun Dorma” interpretato da Andrea Bocelli: un momento che, da solo, vale il costo – salato – del biglietto.
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Chiara Lucia Milani
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