Verificare che la macchina dei soccorsi funzioni davvero, in ogni fase, per non essere impreparati alle nuove emergenze, accertarsi che una squadra complessa operi come un sistema unico, in cui ogni elemento svolga il proprio compito, tra procedure e soprattutto persone, formate e qualificate per agire e salvare vite. È stato questo l’obiettivo della maxi esercitazione andata in scena a Somma Lombardo, nessun copione ma un vero e proprio banco di prova per tutte le forze messe in campo, oltre 120 operatori, tra volontari della CRI, forze dell’ordine e Protezione civile con anche l’unità cinofila.
E come in un film, c’è stata una vera e propria cabina di regia il cui compito è stato quello di gestire tutti gli aspetti organizzativi e procedurali, assicurarsi del corretto svolgimento delle operazioni e tenersi continuamente aggiornata sullo sviluppo dei soccorsi.
“Un vero esame per valutare prontezza ed efficacia delle azioni”, spiega il coordinatore della Protezione civile Roberto Sanna, sottolineando il valore del lavoro di squadra nella gestione di scenari complessi.
Dopo circa cinque ore di attività, i responsabili hanno potuto valutare sul campo il funzionamento del sistema. “La sicurezza si basa su una macchina organizzativa collaudata”, osserva il sindaco Stefano Bellaria, evidenziando come integrazione e collaborazione siano decisive.
Lorenzo Canziani, Presidente dal Comitato CRI di Gallarate sottolinea: "La simulazione che ci ha coinvolto attivamente, rientra in una strategia che mira a rafforzare la resilienza delle nostre comunità contro i disastri di vario genere, rimettendo al centro ogni singolo cittadino".
Tre gli scenari ipotetici che hanno dovuto affrontare gli operatori: alla diga di Porto della Torre alcuni lavoratori e un escursionista sono stati sorpresi da un’improvvisa piena, sono riusciti a rifugiarsi e ad effettuare la chiamata di soccorso al 112. Secondo scenario: al Ristorante “La Viscontina” c’è stato un allagamento dell’area esterna e del piano terra della struttura, con le vie di fuga bloccate dall’acqua e dal fango: le persone all’interno hanno chiesto soccorso ed evacuazione immediata, inclusi due soggetti con mobilità ridotta. Il terzo scenario ha avuto come teatro l’area di Panperduto dove si squadre di ricerca e soccorso hanno cercato 5 persone scomparse sempre a seguito di un’alluvione con esondazione del Ticino.






