Varese: Lega, cresce l'insofferenza per Vannacci

Stefano Angei ricorda valori e appartenenza della comunità leghista: evidente riferimento all’ex generale

"La nostra è una Casa. Una casa fatta di valori, lealtà e coerenza. Chi non abbraccia questa visione, chi non la condivide o non sente il bisogno di proteggerla, è libero di cercare altri lidi".
Firmato, Stefano Angei, esponente della Lega di Varese.
La frase è estratta da una riflessione che il consigliere comunale di opposizione, posta sui social, guarda caso, nella mattinata del giovedì della Gioeubia, significativa sul fronte dell'identità e delle radici.
E nel pieno dei mal di pancia tra una parte del partito e la palpabile insofferenza di Roberto Vannacci, che da mesi, ormai, sembra pronto a staccarsi da Salvini e formare una propria forza politica.
Angei non pronuncia neanche una volta il nome del generale, ma è difficile non interpretare il suo scritto come un appello all'autentico "leghismo".
"La Lega - dice - non è una semplice sigla e non è un ufficio in un palazzo. È, prima di tutto, una comunità di vita: un insieme di persone animate da una passione che brucia dentro. Servono regole chiare e rispetto reciproco. Senza di esse, il "noi" si sgretola e ognuno si sente legittimato a muoversi per interesse personale".
Tradotto: leghisti si nasce, non si diventa. E il partito, oggi guidato da Matteo Salvini, non è un atrio dalle porte girevoli, bensì una scelta politica fatta di valori, lealtà e coerenza.
Chi resta, deve dimostrarsi all'altezza dell'appartenenza. Chi non vi si riconosce, è libero di andarsene. Le vie di mezzo non sono gradite.

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