Varese: Pinti, quando la passione politica sfida l'IA

Marco Pinti pubblica “Non si può mai sapere”, inno alle umane sinapsi e sfida ai tecnologici scivoloni

Basta un'occhiata al sottotitolo per identificare l'autore di "Non si può mai Sapere", Edizioni Effetto.
Recita infatti così: "#77 modi per fare politica senza diventare un pirla".
Come avrete già capito è di Marco Pinti, l'umanista del Carroccio, il classicista di Piazza del Podestà, l'intellettuale padano e post-padano, bossiano, salviniano e pre-politico.
Sì, perché Pinti non è mica un leghista qualsiasi: è un indagatore della parola, fanatico delle affabulazioni greciste, dei bagagli latini e dei versi di De André.
Ma in questo pamphlet - composto da frasi fulminanti, pensieri fuggenti, aforismi graffianti e citazioni acrobatiche - l'ex giovanotto, con quel look tra Che Guevara e il primo Bobo, veste i panni di David e sfida il gigante Golia.
Di fronte a sé, infatti, Marco ha l'Intelligenza Artificiale, con tutto il suo carico di potenza e le sue congenite contraddizioni, la sua spaventosa perfezione e i suoi buffi scivoloni.
Ed ecco il tiro di fionda, con cui l'autore prende a sassate gli inciampi stocastici della macchina, che mescola e ingarbuglia e alla quale è sufficiente saltare un unico tassello per smarrire l'intero mosaico e precipitare su sciocchezze che persino i più zucconi intuirebbero.
Ma a Pinti non difettano né ironia né empatia né buona memoria. E allora queste righe e questi virgolettati, questi richiami e queste personali bilanci, diventano anche biografia personale di un percorso.
Un cammino lungo 25 anni, disseminato di illusioni, maestri, ispiratori, guru e stelle polari, gioie e dolori, malinconici distacchi e attestati densi di gratitudine.
Perché "non si può mai sapere" cosa potrà capitarti, ma dovrai sempre ricordare che solo un pirla dimentica da dove viene.

Disponibile su Google Play
Disponibile su Google Play