Essor e l’eredità nucleare con cui fare i conti

Il sopralluogo regionale al JRC di Ispra ha ribadito quanto comunicato nelle scorse settimane: l'ex reattore, spento dal 1983, verrà smantellato definitivamente lungo il prossimo ventennio. Sabato mattina, a Varese, la presentazione di un libro che racconta l'energia più temuta (e più demonizzata) degli ultimi decenni

Di certo si sa ciò che già avevamo anticipato: che il reattore di Ispra è spento dal 1983 e che la comunità locale non ha né avrà mai nulla da temere; che il processo di definitivo smantellamento di Essor avrà presto inizio, ma che le procedure saranno lunghe e scientificamente complesse e che la parola fine potrà essere scritta solo tra molti anni, una ventina d’anni in tutto.

Il sopralluogo di Regione Lombardia al JRC di Ispra, area extraterritoriale, poiché legata a doppio filo alla Commissione Europea, ha confermato quel che Rete55 aveva pubblicato qualche settimana fa (qui il primo articolo pubblicato) e che l’assessore all’ambiente Raffaele Cattaneo aveva ribadito qui, nei nostri studi (per rivedere la sua intervista, clicca qui).

Concetti riassumibili così: primo, le scorie del fu reattore saranno temporaneamente conservate in un deposito ad hoc dell’ex Euratom, in attesa di essere trasferite in un deposito nazionale ancora tutto da realizzare.

Secondo, i prossimi passaggi saranno monitorati attentamente e non comporteranno alcun rischio per la popolazione.

Terzo, la notizia, visti i tempi che corrono, non può non aprire una riflessione di più ampio respiro sul futuro energetico del Paese. L’Italia è dipendente dalle fonti altrui per una serie di motivi, prima tra tutti la volontà politica di non scontentare comitati, gruppi e movimenti che per anni hanno posto il veto e alzato la voce su qualunque ipotesi nucleare. Un pollice verso che, secondo alcuni, ci ha salvati. Secondo altri, ci ha reso vulnerabili  ed esposti alle conseguenze di crisi come quella in corso tra Russia e Ucraina.

Sul tema, all’orizzonte, c’è un’iniziativa che potrà sciogliere tanti dubbi e chiarire qualche idea. Sabato 7 Maggio alle ore 11.00, al MIV – Multisala Impero di Varese, l’Associazione Culturale Europea presenterà “Il Futuro dell’Energia Nucleare”, libro di Celso Osimani e Ivo Tripputi. Un manuale utile a capire la questione senza pregiudizi e a contatto con dati concreti.

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